Anno 10 | n. 20 | 22 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Strettamente tecnico > Mondo enoico
il 03 Dicembre 2011 TN n. 48 Anno 9

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Le potenzialità dell'argento colloidale ionico in enologia

In sostituzione dell'anidride solforosa si studia anche l'uso di questo ione metallico utilizzato fin dall'antichità come antibatterico e ancor oggi usati in svariati campi, dall'ambito medico a quello ambientale

di Graziano Alderighi

Ricercatori dell'Instituto de la Vid y el Vino de Castilla-La Mancha hanno studiato l'applicabilità di un complesso d'argento colloidale come antisettico al posto della SO2 sia nella vinificazione in bianco che in rosso.

L'argento colloidale, o ionico, è utilizzato oggi in svariati campi dalla Nasa che lo utilizza per purificare l'acqua sugli shuttle e sulla stazione spaziale internazionale, fino ad aziende giapponesi che lo utilizzano come purificatore dell'acqua.

E' anche utilizzabile ed utilizzato in campo medico fin dall'antichità. Dai tempi dei greci e dei romani, le corti reali usavano banchettare con posate d’argento in recipienti dello stesso metallo, tanto che si diceva il sangue nobile blu, derivasse a causa delle minute tracce del puro metallo che assimilavano regolarmente.

La ricerca biomedica ha dimostrato che nessun organismo conosciuto per causare malattie (batteri, virus e funghi) può vivere più di qualche minuto in presenza di una traccia, seppur minuscola, di argento metallico.

L'utilizzo di argento colloidale in campo enologico potrebbe quindi portare a una sanificazione completa delle uve. In effetti la ricerca spagnola mostra che già a concentrazione di 1 g/Kg di uva è un antisettico efficace, in grado di controllare lo sviluppo dei batteri acetici e lattici, consentendo la crescita di Saccharomyces cerevisiae a velocità paragonabili a quelle osservate con la SO2, fino all’esaurimento dello zucchero.

La concentrazione dell’argento nei vini bianchi e rossi finiti, rispettivamente pari a 18.4 ug/L e 6.5 ug/L, era ben al di sotto del limite legale.

L'utilizzo di argento colloidale, tuttavia, altera la composizione del vino. In particolare i vini trattati con argento colloidale avevano un minor grado alcolico e contenuto di acetaldeide rispetto ai vini con SO2.

L'argento colloidale potrebbe quindi essere un promettente antisettico in enologia, tuttavia occorrerebbe pensare di affiancarlo a un prodotto dotato di potere antiossidante, compatibile ed efficace.

di Graziano Alderighi

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Commenta la notizia [1] Commenti

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21:37 | 30 dicembre 2011

Luis Lostao

La plata coloidal produce una reduccion de alcohol minima de unas decimas de grado y esto puede ser incluso positivo para obtener vinos menos alcoholicos.

El descenso de acetaldehido es beneficioso porque es responsable de aromas que degradan la calidad del vino.

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