L'arca olearia

Per avere una fioritura ottimale serve l’acqua al momento giusto

L’acqua è abbondante ora, ma le condizioni climatiche nel periodo della fioritura possono influenzare il numero di infiorescenze, la percentuale di allegazione e l’incidenza dell’aborto dell’ovario

27 marzo 2010 | Alberto Puggioni

La fioritura viene spesso vista come una promessa produttiva, cioè si tende a vedere la quantità di fiori sulla pianta come l’auspicio di una produzione corrispondente. Le cose non stanno proprio così, dato che le caratteristiche genetiche, le condizioni ambientali e pedologiche, lo stato idrico e nutrizionale in cui si trova (o viene gestita) la pianta concorrono al mantenimento di buona parte di quei fiori sulla pianta, creando le condizioni di partenza che porteranno alla produzione.
Il periodo di fioritura e di fertilità è legato alla varietà, così come è di origine genetica la predisposizione all’aborto dell’ovario, che riduce ulteriormente la quantità di fiori che arriveranno all’allegagione. Bisogna identificare questi aspetti perché le variabili in gioco sono diverse e tutte influenzano la fioritura. La relazione che intercorre tra irrigazione e fioritura è direttamente legata alla produttività ed agisce a più livelli. Una corretta gestione idrica può portare diversi benefici.



I fiori dell’olivo sono di piccole dimensioni, bianchi e senza profumo, sono ermafroditi raggruppati in mignole (infiorescenze di 10-15 fiori ciascuna), l'impollinazione è anemofila ovvero ottenuta grazie al vento che trasporta il polline. La fase fenologica di fioritura costituisce un momento delicato e rilevante nel corso della stagione. Si tratta di un processo che si avvia in estate nelle gemme, prosegue nel post raccolta autunnale, avanza in determinati momenti dell’inverno e si concretizza in primavera in gemme differenziate a fiore. Questo secondo la teoria oggi maggiormente accreditata dei Two Step* (Lavee, 1996) cioè in due passi: il primo passo riguarda gli stimoli recepiti dalla gemma in estate e la selezione di potenziali gemme a fiore, il secondo passo è legato alla storia della pianta e ai fattori ambientali e nutrizionali ivi compresa la nutrizione idrica.

Le condizioni climatiche nel periodo della fioritura possono influenzare fortemente la fase e possono agire sul permanere dei fiori su pianta. In areali centro settentrionali la piovosità primaverile è statisticamente sufficiente a garantire che l’olivo goda, e presumibilmente utilizzi, una buona disponibilità idrica del suolo. Nonostante ciò, negli ultimi anni in aree settentrionali sono stati registrati problemi legati ad eventi siccitosi in cui sarebbe stato necessario irrigare. In aree centro meridionali statisticamente la piovosità è minore, e l’olivo necessita di un’irrigazione prima del periodo di fioritura. Se non sorgono condizioni meteo avverse (inclusi venti forti o provenienti dal mare carichi di salsedine) l’apertura dei fiori avverrà regolarmente. L’attenzione si sposterà quindi verso l’impollinazione e la fecondazione nonché lo sviluppo dei piccoli frutti fecondati (allegagione). Questo periodo di fecondità e ricettività ha una breve durata, la massima emissione di polline si ha tre o quattro giorni dopo l’inizio della fioritura. L’organo sessuale femminile presenta invece dai cinque ai sette giorni di ricettività dal momento dell’apertura del fiore. Temperature miti e brezza leggera favoriscono il processo di impollinazione che invece può essere rallentato dalle piogge.



“In generale: l’irrigazione aumenta il numero di infiorescenze, la percentuale di allegagione e il numero, la pezzatura e il contenuto idrico dei frutti e diminuisce l’incidenza dell’aborto dell’ovario e la cascola dei frutti” (Gucci, 2003). Questa osservazione ci permette di valutare come la possibilità di disporre di un impianto di irrigazione, magari a goccia, sia importante per cercare di mantenere la pianta in uno stato idrico ottimale che potrà portare maggior numero di infiorescenze (ovvero maggior numero di fiori) e più fiori fecondati e allegati e quindi, a meno di variabili meteorologiche avverse o problemi di natura fitosanitaria, più produzione. Il tutto in maniera autosufficiente, senza dover dipendere necessariamente dagli eventi piovosi.



Cerchiamo di estrapolare quindi la fioritura dal contesto generale concentrandoci sul rapporto acqua-fioritura per parlare di stato idrico della pianta. Carenze idriche e nutrizionali, che si verifichino fino a sei settimane prima della fioritura, possono provocare un abbassamento del numero di fiori per infiorescenza. Un problema da tenere presente è rappresentato dall'aborto dell'ovario che si manifesta in diversa misura nelle diverse cultivar. È un fenomeno in parte di origine genetica e in parte legato all’andamento (vegeto produttivo, agronomico e meteorologico) da un'annata all'altra. Consiste in una mancata o insufficiente crescita dell'ovario ed è fortemente influenzato dallo stato di nutrizione (idrica e minerale) dell'albero, una carenza del quale può accentuare notevolmente il problema. È possibile quindi affermare che, lo stato nutrizionale ed idrico generale della pianta è uno degli aspetti maggiormente rilevanti, tra i fattori direttamente controllabili dall’agricoltore, e da monitorare con maggiore attenzione.

L’irrigazione è una pratica ormai molto diffusa nell’olivicoltura italiana. I vantaggi che essa apporta sono numerosi, e tra questi l’aumento della produzione di olive e di olio per albero, della pezzatura dei frutti, del rapporto polpa-nocciolo, e dell’attività vegetativa dell’albero. In anni recenti l’irrigazione è stata impiegata soprattutto per aumentare la produzione dell’oliveto.
Per la gestione dell’irrigazione in deficit controllato, peraltro già praticata nel frutteto e nel vigneto in Italia e all’estero, è necessario disporre di informazioni sulla sensibilità dei diversi stadi fenologici alla carenza di acqua nel suolo e sulla risposta qualitativa della produzione ai diversi regimi idrici. Tali informazioni sono note, sebbene incomplete, per l’olivo, anche se negli ultimi anni sono stati compiuti notevoli passi in avanti nella comprensione sia dei meccanismi fisiologici di risposta al deficit idrico sia delle variazioni qualitative degli oli indotte dall’irrigazione.

In definitiva, lo sviluppo di strategie irrigue mirate, e poste in relazione alle esigenze idriche dell’olivo nelle diverse fasi, permette di agevolare le promesse produttive. Attraversare la fase di fioritura senza stress idrici è già una buona condizione per tendere ad una buona produzione.
Il percorso verso la raccolta del frutto è ancora lungo e può incontrare diversi ostacoli non solo climatici o nutrizionali, ma anche di natura sanitaria o parassitaria; proprio per questo bisogna permettere all’olivo di attraversare la fase di fioritura senza stress che potrebbero ripercuotersi precocemente sulla produzione già in questa fase.

Bibliografia

Gucci R. (2003). L’irrigazione in olivicoltura. ARSIA
Lavee S. (1996). Biologia e fisiologia dell’olivo. In: Enciclopedia mondiale dell’olivo. COI, Madrid

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