Anno 15 | 23 Agosto 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il triplo stress che sta colpendo l'olivo: alte temperature, carenza d'acqua, elevata irradiazione luminosa

L'ondata di calore Lucifero sta compromettendo la vitalità delle uova e larve di mosca dell'olivo in tutta Italia. La situazione climatica e meteorologica, però, sta mettendo anche a dura prova l'olivo, con conseguenze che possono ripercuotersi anche sul prossimo anno

Situazione tranquilla, al momento, per quanto riguarda gli attacchi di mosca delle olive. Sono pochi i territori dove sono state superate le soglie di intervento e, in ogni caso, l'ondata di caldo Lucifero sta dando una mano, compromettendo la vitalità di uova e larve.

Con temperature di 32 gradi centigradi per alcune ore la mortalità larvale può superare il 50%, per arrivare alla quasi totalità con temperature di 35 gradi, sempre per alcune ore. Attenzione, però, perchè gli adulti di Bactrocera oleae non sono morti ma restano semplicemente immobili a contatto di superfici umide.

Se, almeno per qualche giorno, possiamo non preoccuparci della mosca delle olive, dobbiamo invece aver qualche timore per quanto riguarda gli effetti di questo clima e del meteo sull'olivo.

Un triplo stress sta colpendo la pianta: alte temperature, carenza d'acqua e elevata irradiazione solare. Si tratta, in tutti e tre i casi, di fenomeni pro-ossidativi che compromettono la capacità dell'olivo di vegetare e di portare a termine lo sviluppo e la maturazione dei frutti.

Alte temperature
A causa delle alte temperature le membrane dei cloroplasti, ove è contenuta la clorofilla, possono venire danneggiate, con perdita del pigmento. La temperatura critica, al di sopra della quale le membrane iniziano a venire danneggiate, è di 46-47 gradi centigradi. Attenzione, perchè si tratta della temperatura fogliare, non si quella ambiente. Non esistono misurazioni dirette delle temperature estive delle foglie d'olivo ma è noto che, per le foglie di quercia, simili per struttura a quelle d'olivo, le temperature fogliari sono 4-8 gradi superiori a quelle ambiente. La temperatura critica però dipende anche dalla varietà. Se per Leccino, Frantoio e Coratina, la temperatura letale 50, ovvero oltre la quale il 50% delle foglie subisce danni permanenti, è di 50 gradi, per la Pendolino e Moraiolo è di 48 gradi e per la Maurino di 49 gradi. In generale è possibile affermare che con temperature ambiente già superiori ai 35 gradi, l'olivo mette in atto misure fisiologiche di risposta capaci di conferire maggiore resistenza, come la sintesi di heat shock proteins, ovvero proteine protettive.

Carenza d'acqua
E' nota l'elevata capacità dell'olivo di resistere a elevati stress idrici. Ma cosa significa resistere? Essenzialmente mettere in atto misure metaboliche che consentano di continuare il processo di fotosintesi clorofilliana, necessario per la vita della pianta, oppure, in caso di deficit idrici severi e prolungati, proteggere i complessi fotosintetici dall'ossidazione. Le foglie sottosposte a forte stress idrico tendono infatti a depigmentarsi, prima di cadere.
Ovviamente vi sono conseguenze anche per i frutti. Il deficit idrico riduce in modo significativo il volume del frutto. La maggior parte delle cellule della polpa si formano prima dell'indurimento del nocciolo, ma un numero significativo si sviluppa comunque anche dopo. Nonostante un più basso numero di cellule, l'elasticità dell'oliva permette alle singole cellule di ingrandirsi e svilupparsi maggiormente. Nel complesso, quindi, si avrà tendenzialmente una minore resa in olio, dovuta a un minore numero di cellule ma, se lo stress è di breve durata, l'olivo ha ottimo margini di recupero.

Elevato irraggiamento solare
Oltre determinate soglie anche la luce solare, grazie a cui le piante vivono, può diventare pericolosa. In particolare quando si ha la combinazione tra stress idrico e elevata radiazione. L'olivo, in questo caso, si difende attivando meccanismi di dissipazione energetica, ad esempio il ciclo delle xantofille. E' noto che questi meccanismi rimangono attivi a lungo anche al cessare dello stress. Ovviamente questi meccanismi sono mediati geneticamente e la Coratina soffre maggiormente lo stress, rispetto alla Biancolilla, ma ha anche maggiori capacità di recupero. La Biancolilla, infatti, ha una migliore capacità di dissipare l'energia non fotochimica, similmente a quanto accade per alcune specie erbacee.

Cosa fare per difendersi?

Irrigazione: uno dei fattori di termoregolazione più importanti è l'evapotraspirazione. Attraverso questo processo di perdita di acqua l'olivo disperde calore e aiuta ad abbassare la temperatura dei tessuti, evitando stress ossidativi. Mantenere quindi un buono stato idrico aiuta sicuramente a prevenire danni da calore e elevata irradiazione solare.

Uso di caolino/carbonato calcio e rame: questi prodotti, notoriamente utilizzati contro la mosca delle olive, hanno però anche un effetto protettivo contro le ondate di calore. Il caolino crea infatti uno schermo sulle foglie di olivo che riduce l'evaporazione, l'innalzamento della temperatura dei tessuti rispetto a quella ambiente e riflette in parte l'irradiazione solare.

di R. T.
pubblicato il 04 agosto 2017 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

[0] COMMENTI

Per poter commentare l'articolo è necessaria la registrazione.
Se sei già registrato devi effettuare l'accesso.

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

Il Mastro Oleario, un treno da non perdere assolutamente

Il superintensivo spagnolo conviene davvero agli olivicoltori italiani?

La rovina dell'olio extra vergine d'oliva italiano

Il terribile prezzo della globalizzazione: la perdita della ruralità

Quando il valore aggiunto non è l'olio extra vergine d'oliva