Anno 16 | 15 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Il vaso policonico semplificato è il futuro dell'olivicoltura italiana

L’attuale situazione di crisi del settore, oltre che dalle difficoltà di mercato dell’olio, deriva proprio dal fatto che molti oliveti non riescono ad esprimere totalmente il loro potenziale produttivo. Grandi risultati, professionalità in crescita al Campionato nazionale “Forbici d'Oro”

Nel lontano 1920 con un articolo sulla rivista “Progresso Agricolo” Alfredo Roventini, capo dell’Ispettorato Agrario di Livorno, coniò il motto “L’acefalia dell’olivo deve scomparire” proponendo, in sostituzione della tradizionale forma di allevamento a vaso dicotomico soggetta a riforma periodica della chioma (acefalia), quella a vaso policonico soggetta, invece, solo ad una rapida manutenzione annuale.

Ora, ad un secolo circa di distanza, la situazione appare analoga sia per le vaste aree olivicole mai raggiunte dal suddetto messaggio, sia per quei limitati areali che fino alla metà del secolo scorso godettero di una capillare formazione e divulgazione. Molte piante vengono tuttora riformate periodicamente, oppure vengono costantemente private della porzione superiore di chioma, con conseguente riduzione della produzione per perdita di superficie fruttificante ed incremento dei costi nella necessità di ripristinare un equilibrio in piante ove l’attività vegetativa prevale su quella produttiva.

Tale tipo di potatura quindi, sommando i costi diretti ed indiretti dell’operazione, supera spesso i costi della raccolta, normalmente ritenuta la pratica più onerosa in olivicoltura. Molti piccoli produttori di olive e olio, che rappresentano la stragrande maggioranza delle strutture produttive nazionali, per difficoltà logistiche, ma anche per mancanza di tempo e di competenze, affidano i loro oliveti alle “cure” di operatori che improvvisano una potatura come sopra, oppure rinunciano totalmente o pensano di rinunciare alla potatura, preparando gli oliveti ad un triste destino.

L’attuale situazione di crisi del settore, oltre che dalle difficoltà di mercato dell’olio, deriva proprio dal fatto che molti oliveti non riescono ad esprimere totalmente il loro potenziale produttivo. In tale deprimente contesto, però, sta emergendo una nuova categoria di produttori che, consapevole dei propri limiti, cerca approfondimenti nelle specifiche conoscenze, oppure si rivolge a professionisti titolati nel settore.

A tutti costoro l’ASSAM-Marche rivolge da 14 anni la sua attenzione organizzando il “Campionato nazionale di potatura dell’olivo allevato a vaso policonico”, preceduto da una specifica attività di formazione e da numerosi campionati regionali, e curando l’elenco nazionale dei professionisti della potatura dell’olivo, abilitati da un giudizio di idoneità al suddetto Campionato e dalla partecipazione ad un corso di formazione di 30 ore organizzato o riconosciuto dall’Assam.

Nuova formula (Nova Agricoltura)

L’edizione appena conclusa ha visto l’adozione della nuova formula “Nova Agricoltura in oliveto”, così come ideata da New Business Media srl (Gruppo Tecniche Nuove spa), e realizzata in collaborazione con ASSAM, Regione Lazio ed ARSIAL. La gara di potatura è ora inserita in un più ampio contesto riguardante l’intera filiera olivicola in campo agronomico, con esposizione ed illustrazione di macchine innovative per le diverse fasi del ciclo produttivo. In particolare è stata visionata ed illustrata attrezzatura anche telescopica per potatura da terra, sia manuale che elettrica che con motore endotermico, per operare in condizioni di massima sicurezza, più rapidamente e più efficacemente.

Sono state esposte ed illustrate anche le caratteristiche tecniche di attrezzatura per la raccolta agevolata e meccanica delle olive, con particolare riferimento ad una macchina per l'intercettazione delle olive raccolte con pettini elettrici/pneumatici che consente di eliminare l'impegnativa fase di movimentazione delle reti. Erano presenti anche macchine per la raccolta meccanica delle olive, sia con vibratori del tronco che con bacchiatori meccanici. Nel primo caso particolare attenzione è stata dedicata alle caratteristiche progettuali della pinza indirizzate alla protezione del tronco da eventuale distacco della corteccia, nel secondo caso, invece, sono state illustrate le caratteristiche costruttive di pettini azionati idraulicamente, progettati per la raccolta di olive di piccole dimensioni, molto tenaci al distacco e/o su piante di notevoli dimensioni. In ogni caso è stata evidenziata la necessità di far esprimere al massimo livello il potenziale produttivo degli alberi che, meglio di ogni altro intervento, esalta l' economicità di qualsiasi operazione di raccolta.

Erano presenti anche macchine per l'irrorazione degli alberi, sia per trattamenti di precisione come quelli contro la mosca delle olive in condizioni di olivicoltura biologica, sia per l'irrorazione totale della chioma. L'argomento è ritenuto di particolare importanza alla luce dei cambiamenti climatici che sempre più spesso favoriscono l'insorgenza di patologie che, con caduta di olive e/o di foglie, rischiano di compromettere il risultato produttivo anche in presenza di una regolare gestione delle altre fasi di coltivazione.

Infine, sono state illustrate le caratteristiche di macchine per la gestione del terreno, con particolare riferimento all'opportunità di incrementare il contenuto in sostanza organica mediante contemporanea trinciatura della flora spontanea e dei residui di potatura. L'operazione è consigliabile in ogni condizione climatica e strutturale, a condizione di operare il primo intervento di trinciatura con macchine a mazze o martelli allo stadio di maturità delle erbe (dopo la piena fioritura) quando sono regolari le disponibilità naturali di acqua, oppure preliminarmente la fioritura quando le stesse sono scarse. La trinciatura acquista inoltre un elevato valore ambientale per la possibilità di trasferire al terreno, mediante la sostanza organica grezza, parte della CO2 atmosferica.

La gara

La sfida “Forbici d’oro” rimane al centro dell’attenzione in una giornata interamente dedicata all’olivicoltura professionale. Un appuntamento annuale ormai consolidato, che vede la presenza di vecchi e nuovi potatori animati da una comune passione e dal desiderio di accogliere la sfida di razionalizzare l’olivicoltura italiana, perché sia sempre più competitiva e “attraente” per i giovani olivicoltori. 60 concorrenti, giunti da quasi tutte le regioni italiane, isole comprese, selezionati attraverso i numerosi concorsi regionali di potatura realizzati attraverso il Comitato di coordinamento del Campionato Nazionale di potatura dell’olivo, che collabora con ASSAM e Comitato Scientifico al fine di creare una rete nazionale di strategie comuni nel settore della formazione e selezione dei potatori. Dieci minuti a pianta il tempo massimo dedicato alla potatura di produzione, su piante impostate a vaso policonico ma non potate da un paio di anni, di varietà diverse, presenti nell’oliveto dell’azienda sperimentale dell’ARSIAL a Montopoli di Sabina (RI), sede della 14° edizione del Campionato Nazionale di potatura dell’olivo “Forbici d’oro”, lo scorso 30 aprile; operazioni effettuate rigorosamente da terra, con attrezzatura manuale dotata di prolunga. La valutazione di tutte le piante è stata eseguita da una Giuria presieduta dal Prof. Franco Famiani e composta da Barbara Alfei – ASSAM-Marche, Salvatore De Angelis – ARSIAL-Lazio, Luciano Pollastri – Regione Abruzzo e Antonio Montinaro – LAORE-Sardegna, sulla base di 5 parametri: numero e conformazione delle cime, equilibrio e disposizione delle branche primarie, numero e disposizione delle branche secondarie, equilibrio vegeto-produttivo, rispondenza alla conformazione ideale.

Il vaso policonico al centro dell’attenzione

Il dott. Giorgio Pannelli, Presidente del Comitato Scientifico, ha illustrato con dimostrazione pratica le ragioni che fanno ritenere la forma di allevamento a vaso policonico, con relativa potatura, il miglior compromesso possibile tra esigenze fisiologiche dell’olivo ed economiche del produttore. Il prof. Franco Famiani - Presidente Comitato di coordinamento, in occasione del Workshop “Sostenibilità in oliveto e sviluppo rurale”, ha ribadito la necessità di una maggiore consapevolezza per una gestione ottimale della potatura al fine di evitare drastiche perdite di produzione, con l’obiettivo di mantenere positivo il bilancio delle aziende olivicole italiane. La redditività della coltura passa anche attraverso la valorizzazione della biodiversità olivicola italiana, facendo leva sulla identità territoriale e le caratteristiche peculiari degli oli monovarietali italiani, come ribadito da Barbara Alfei – Presidente Comitato scientifico Rassegna Nazionale Oli monovarietali. Identità che va promossa attraverso adeguate azioni di marketing e misure specifiche nei PSR regionali, come affermato da Amadio Lancia – Regione Lazio.

Grandi risultati, professionalità in crescita.

Tutti i concorrenti al campionato sono risultati idonei al 14° Campionato Nazionale di potatura dell’olivo, raggiungendo un punteggio maggiore di 36/60, segno di una professionalità in crescita e di un livello di preparazione tecnica sempre più elevato, nei diversi areali olivicoli italiani. E’ risultata infatti geograficamente ben rappresentata la zona podio: al Lazio il primo posto, alle Marche la miglior squadra ed il miglior giovane in assoluto (Gioele Gaspari), al Molise la targa al miglior giovane non premiato (Alessandro Di Lena). Tra i primi 10 classificati ancora le regioni Sardegna, Toscana, Abruzzo, Lombardia, Emilia Romagna. Un plauso in particolare ai giovani e ai percorsi di formazione e selezione messi in atto negli Istituti Agrari, in particolare delle regioni Marche e Molise. Competenza tecnica ed entusiasmo quindi alla base di una professionalità futura nel settore della olivicoltura.

La graduatoria:
1 – Riccardo Macari (Lazio)
2 – Enzo Lauri (Marche)
3 – Gianluca Pulina (Sardegna)
4 – Matteo Kovatz (Toscana)
5 – Giovanni Di Carlo (Abruzzo)
6 – Gioele Gaspari (Marche) - miglior giovane in assoluto
7 – Domenico Fenaroli (Lombardia)
8 – Dario Equizi (Marche)
9 – Raffaele Cianflone (Lazio)
10 – Cremoni Francesco (Emilia Romagna)

di Giorgio Pannelli, Barbara Alfei
pubblicato il 12 maggio 2016 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia

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