Eventi
Al BioFach la giornata dell’acquacoltura biologica italiana
Il 18 febbraio a Norimberga iniziativa del Ministero e di Icea, con la partecipazione di 13 aziende nazionali
16 febbraio 2010 | C. S.
Lâacquacoltura biologica italiana protagonista al Biofach di Norimberga, con una giornata monotematica in programma giovedì 18 febbraio, organizzata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in collaborazione con Icea - Istituto Certificazione Etica e Ambientale.
La Giornata - Lo stand ICEA (Pad. 4-410) ospiterà per tutto il periodo della fiera (17-20 febbraio) uno spazio sullâacquacoltura biologica italiana curato da BiolFish e Ministero. Saranno presenti 13 imprenditori italiani in rappresentanza del settore: Blue Valley; Pit - Produttori Ittici Trevigiani; Rio Fontane; Ittica Golgo di Follonica; Veneto Agricoltura; Foodlab; Fjord; Eredi Rossi; Panaquaculture; Copromar; Maricoltura Alghero; Edi Zobec; Allevamento Ittico Fiume Morello. Giornata clou giovedì 18, quando dalle 11 alle 12 lo stand Buonitalia-MIPAAF (Pad. 4-228) ospiterà la presentazione ufficiale dellâacquacoltura biologica italiana; seguirà la presentazione del Dossier IFOAM, a cui interverranno Jean-Francois Hulot (Commissione), Christopher Stopes (IFOAM EU Group Presidente), Pino Lembo (co-editore del Dossier acquacoltura) e Stefan Bergleiter (coordinatore del gruppo acquacoltura IFOAM EU); chiusura con degustazione di spigole e orate biologiche accompagnate da vini bio italiani.
Appendice venerdì 19, dalle 10 alle 11, con il BioFish Forum (sala Istanbul), sessione di approfondimento sulla regolamentazione europea dellâacquacoltura biologica, co-organizzata dal gruppo IFOAM EU e dallo IAMB. Interverranno: Maria Fladl e Richard Bates (Commissione Ue), oltre agli stessi Pino Lembo e Stefan Bergleiter.
Acquacoltura bio: un settore in crescita - Lâacquacoltura può essere considerata come una delle attività di produzione alimentare a più alto tasso di crescita a livello mondiale. Viceversa, quasi ovunque, il superamento dei limiti sostenibili delle catture in mare ha reso stazionari i livelli di produzione della pesca. Secondo le ultime statistiche pubblicate dalla FAO (2007), la produzione mondiale della pesca, stimata pari a circa 90 milioni di tonnellate, è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi dieci anni. La produzione dellâacquacoltura, stimata intorno a 65 milioni di tonnellate, non ha invece mai smesso di crescere, sin dai primi anni â50, ed è ragionevole ipotizzare che raggiungerà i livelli di produzione della pesca nel prossimo decennio.
âNel mondo â sottolinea Pino Lembo - si allevano ormai più di 350 specie diverse dâacqua dolce e marina, con la maggior parte della produzione sia concentra nelle regioni asiatiche. La produzione europea si attesta intorno a 2.3 milioni di tonnellate, di cui più di un terzo è rappresentato da salmoni e trote. Considerando lâacquacoltura mediterranea, le produzioni più significative sono rappresentate da spigole ed orate con circa 250.000 tonnellateâ.
Lâacquacoltura biologica (circa 35.000 tonnellate) costituisce oggi solo una piccola frazione delle produzioni globali di acquicoltura. Tuttavia, con lâapprovazione del âReg. CE n. 834 del 2007, relativo alla produzione biologica e allâetichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91â, che include la disciplina dellâacquacoltura bio, si sono aperte prospettive di mercato molto interessanti a livello europeo. Questo passaggio ha sancito, in modo irreversibile anche a livello legislativo, lâimportanza dellâacquacoltura bio, ponendo le basi per uno sviluppo duraturo del settore.
ICEA per lâacquacoltura biologica - ICEA certifica lâacquacoltura bio con un proprio standard, approvato da IFOAM, e secondo il Regolamento Europeo N° 834/2007. Questi i principi di base:
⢠Particolare attenzione alle problematiche ambientali, attraverso la valutazione dellâidoneità dei siti destinati allâacquacoltura bio e la redazione di piani di monitoraggio.
⢠Gli animali devono essere allevati con metodo biologico in tutte le fasi della loro vita.
⢠Il rispetto delle esigenze proprie di ciascuna specie animale. Ovvero, le pratiche di allevamento, i sistemi di gestione e gli impianti devono rispondere alle esigenze di benessere degli animali.
⢠Lâalimentazione per gli animali dâacquacoltura deve rispondere alle specifiche esigenze nutrizionali. Farine ed oli di pesce possono essere utilizzati se provenienti da scarti di lavorazione e, comunque, in un contesto di pesca sostenibile certificata.
⢠La gestione della salute degli animali deve mirare soprattutto alla prevenzione delle malattie. I trattamenti veterinari vanno considerati come ultima opzione e, comunque, non sono ammessi più di due trattamenti allâanno, con tempi di sospensione doppi rispetto al convenzionale, per specie il cui ciclo di produzione è superiore allâanno.
⢠Materie prime, prodotti per la pulizie e disinfezione eccetera sono ammessi solo se inseriti in liste positive.
Fonte: Fabio Nardulli
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