Anno 16 | 14 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Panacea, meno energia da fonti fossili e più sviluppo sostenibile

La transizione verso un'economia bio-based, che potenzialmente può avere un giro d'affari superiore ai 3 miliardi di euro, ha un grande potenziale in termini di crescita economica, sviluppo rurale e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, ma deve affrontare molte sfide

Il CREA Ingegneria e Trasformazioni Agroalimentari è il rappresentante italiano con l’Università di Bologna del progetto PANACEA, un Network Tematico, finanziato dal programa Horizon 2020 della Ue, che ha l’obiettivo di accrescere il contributo delle Colture Non-food (cioè quello non ad uso alimentare) alla Strategia europea per la bioeconomia, riducendo la dipendenza energetica dalle fonti fossili. Coordinato dal Centro di Ricerca greco CRES - Centre for Renewable Energy Sources and Saving, il Network PANACEA è composto da 18 partner provenienti da 10 Paesi europei.

La bioeconomia costituisce un’alternativa alla economia basata sulle fonti fossili, che invece di utilizzare risorse come petrolio e carbone, si fonda sulla produzione di risorse biologiche rinnovabili e la conversione di queste sostanze, dei loro residui, e sottoprodotti in prodotti a valore aggiunto, quali componenti di base dei processi chimici per la produzione di biomateriali, bioplastiche, biochemicals.

“In Europa, sottolinea Luigi Pari, primo ricercatore del CREA e responsabile scientifico del progetto, nonostante considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo, le colture NFC destinate alla produzione di prodotti bio-based e bioenergia, non sono ampiamente diffuse, principalmente a causa della mancanza di filiere di approvvigionamento e di un’adeguata politica di incentivi economici. Pertanto, la crescente domanda di materie prime da parte delle industrie bio-based, rende necessaria un’efficace diffusione delle NFC nell’agricoltura europea”.

La bioeconomia è vista come un possibile motore di sviluppo economico dell’Unione europea, in quanto la quota di mercato dei prodotti a base biologica nell'UE28 è in crescita. Nel 2010 l'industria chimica europea ha utilizzato circa l'8-10% di materiali rinnovabili per produrre sostanze chimiche e polimeri, mentre si stima che nel 2030 fino al 30% dei materiali a base di olio minerale saranno sostituiti da alternative biologiche.

Il mercato UE delle bio-plastiche è passato dai circa 485 milioni di € nel 2013, fino a 1,4 miliardi nel 2020 (+55%). Il mercato dei bio-lubrificanti raggiungerà 640 milioni di euro nel 2020 (con uno sviluppo del 56), mentre il mercato dei tensioattivi bio-based dovrebbe aumentare fino a circa 1,3 miliardi di € nel 2030, (con un incremento del 91%). La transizione verso un'economia bio-based ha un grande potenziale in termini di crescita economica, sviluppo rurale e riduzione della dipendenza dalle fonti fossili, ma deve affrontare molte sfide. Il Network PANACEA intende promuovere l’incontro tra ricerca, industria e agricoltura, con l’obiettivo di diffondere le conoscenze e i risultati di ricerca e innovazione sulle più promettenti colture non-food lungo l’intera catena del valore (coltivazione, trasformazione, utilizzo).

Il CREA ha parte attiva in tutte le azioni del progetto, tra cui la prossima realizzazione di corsi di formazione per agronomi e agricoltori, soprattutto sulla meccanizzazione e la logistica delle NFC. Tra le azioni di recente realizzazione si segnala l’organizzazione di due National value chain event, focalizzati rispettivamente sulla filiera della canapa e su alcune oleaginose a uso tecnico.

di C. S.
pubblicato il 28 novembre 2018 in Strettamente Tecnico > Energia verde

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