Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
L’Unione italiana vini ha deciso di giocare in difesa. L’annuario “Enotria – Il quaderno della vite e del vino” reca infatti in copertina il monito “wine in moderation”. In questo modo, contro l’abuso da alcol, specchio della moderna cultura dell’eccesso, il mondo del vino ha voluto proporre un serio antidoto fondato sull’educazione, facendo in particolare della moderazione uno stile di vita che diventi per tutti, nessuno escluso, un punto di riferimento. E così, con l’edizione 2009 di “Enotria” si è voluto dare un taglio monografico mirato a difendere il vino dagli assalti indiscriminati e scellerati dei neoproibizionisti. I quali, tra l’altro, insistono nel colpevolizzare irrazionalmente l’alcool senza avere l’acume di capire che il problema risiede altrove. E se la società, insieme con la famiglia e la scuola, ha miserabilmente fallito sul fronte educativo, arrivando ad attribuire la colpa dei molti abusi al vino, dimostra con ciò di non avere ancora acquisito la capacità di individuare le proprie responsabilità. Bene ha fatto l’Unione italiana vini nel fare la sua parte. Il ricco sommario di “Enotria” giunge così a costruire un nuovo approccio, piuttosto che a polemizzare. Con il progetto “wine in moderation”, il nostro tessuto produttivo ha fatto sentire la propria voce in modo egregio, nella speranza, tuttavia, che sui neoproibizionisti scenda una buona volta per tutte la luce della ragione.
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