Anno 10 | n. 20 | 22 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
La Spagna è pronta. Il suo olio di oliva, chiamato “aceite”, è posto in eleganti bottiglie sugli scaffali dei negozi. Non solo in patria, anche nei mercati che contano, soprattutto negli Stati Uniti.
L’idea che molti hanno in Italia, di una Spagna intenta solo a fare la quantità da vendere come merce nuda, allo stato sfuso, va superata.
E’ vero, la Spagna vende tanto olio all’Italia, ed entra in bottiglie di falso made in Italy. In realtà, la Spagna ha avviato anche una mirata strategia commerciale sul fronte del segmento dell’imbottigliato, quello del valore aggiunto, quello che fa la differenza. Ora dunque la concorrenza tra Italia e Spagna ha un altro effetto, e il confronto si gioca più alla pari.
Un fatto, questo, largamente positivo, perché serve a scuotere il comparto oleario e ad affrontare il mercato internazionale in maniera più consapevole. A guadagnarci da una sana concorrenza è il comparto olio di oliva in generale, perché si potrà in questo modo avanzare speditamente in quelle aree ancora restie al consumo, e soprattutto far crescere il desiderio di extra vergine presso i Paesi che ancora non lo conoscono del tutto.
Ecco perché saluto con gioia e vivo apprezzamento la Guida Mercacei agli oli di oliva spagnoli. Anzi, il titolo in spagnolo è: Guía Mercacei de los Aceites de Oliva Virgen Extra de España.
Si tratta della seconda edizione, curata sin nei minimi particolari, con un occhio sensibile verso le produzioni di alta qualità. A sogliarla si resta sorpresi, per la vastità delle aree olivicole, di cui già in parte si conosce per sentito dire, solo che in questa guida tutto viene esplicitato negli aspetti più curiosi e insoliti, dalla produzione in campo, alla lavorazione delle olive in frantoio, al consumo dell’olio a tavola. A dispetto di quanto si va dicendo in Italia, il germoplasma dell’olivo non si esaurisce solo nella cultivar Picual. L’olio spagnolo merita grande considerazione e rispetto, e d’altra parte sfogliando le 398 pagine del volume si scopre una realtà che da noi è poco conosciuta, spesso sottovalutata, ma che risulta invece piuttosto sorprendente e meritevole di attenzioni.

Consiglio la lettura a tutti gli italiani che sono facili ai pregiudizi. La Spagna è un grande Paese che ha fortemente creduto nell’olivicoltura, al contrario del nostro, e a ben osservare lo stato della realtà in terra iberica, c’è da fare un mea culpa generale.
Le aziende si presentano oggi con confezioni di pregio, eleganti; e posso anche confermare, dai miei personali assaggi, che anche gli extra vergini da me degustati sono altrettanto meritevoli.
Lo spaccato che la Guida Mercacei presenta, è di notevole spessore, sarebbe perciò opportuno un approfondimento, proprio con lo scopo di conoscere una realtà produttiva che ha saputo organizzarsi in maniera unitaria e intelligente.
In chiusura, colgo l’occasione per ricordare con grande affetto M. Dolores Peñafiel Fernández, la quale, insieme con Juan A. Peñamil Alba, ha curato la pubblicazione della guida. M. Dolores è scomparsa purtroppo di recente, e lascia sicuramente un enorme vuoto in chi, come me, l’ha conosciuta e apprezzata per la grande professionalità e umanità. Credo che la Spagna olearia debba riconoscerle i grandi meriti per aver lavorato con tanta passione nel favorire l’acquisizione di una cultura dell’olio a tutto campo, sia a vantaggio dei produttori, sia a favore dei consumatori.
Per farla conoscere ai lettori di “Teatro Naturale” segnalo il seguente link, che riporta un’intervista che mi aveva rilasciato tempo fa: “La Spagna olearia vista dalle donne”, link esterno
M. Dolores Peñafiel Fernández, Juan A. Peñamil Alba, Guía Mercacei de los Aceites de Oliva Virgen Extra de España, Mercacei, Madrid 2004
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