Anno 15 | 23 Agosto 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

L'olivicoltura lombarda laddove non ti aspetti

Olivi e una micro produzione di extra vergine anche in provincia di Pavia. Centocinquantotto piante, la prima produzione è del 2016, dopo quattro anni di acclimatamento un primo risultato di 60 litri

"Una scoperta nuova per il pubblico e i consumatori: nessuno assocerebbe l'olio all'Oltrepo' pavese, ma in realta' ha radici lontane. A Oliva Gessi si faceva olio nel 1500, la vocazione c'e' sempre stata. Oggi ci sono imprese intelligenti, come questa a Mornico Losana, che diversificano e vogliono scoprire vocazioni nuove". Lo ha spiegato l'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava, che ha visitato l'azienda agricola 'Il Feudo Nico' a Mornico Losana, in provincia di Pavia. Accanto all'attivita' tradizionale dedicata al vino, Edoardo Madama e il figlio Massimo, agricoltori e viticoltori, hanno avviato la produzione di olio d'oliva.

"Gli ultimi olivi li troviamo anche nel comune di Santa Giuletta, dove si coltivavano anche i capperi - ha spiegato Massimo Madama, settima generazione di produttori di vino dal 1825  abbiamo iniziato a informarci sulle condizioni necessarie per coltivare le olive: per prosperare hanno bisogno di fondi senza ristagno idrico e esposizioni dove la temperatura non scenda a -8 per più di 3 giorni. Abbiamo deciso di piantare tre tipi: Leccino, Pendolino e Casaliva, la regina del lago di Garda. Per ora abbiamo scartato altre cultivar, giocando il jolly sulla Casaliva per dare carattere all'olio".

Centocinquantotto piante, la prima produzione è del 2016, dopo quattro anni di acclimatamento un primo 'risultato' di 60 litri. "Nel 2016 - ha continuato Massimo Madama - abbiamo prodotto circa un quintale di olio, su 550 chili di oliva. Una resa del 20 %, molto alta rispetto al 12, 13% di resa media". "Quest'anno continueremo nella produzione. L'idea è raddoppiare il numero di piante, per proporre tre tipi di olii diversi: uno tipico e due di gusto e taglio internazionale". Obiettivi? "La raccolta la mattina e il pomeriggio frantoiare in proprio - ha aggiunto Edoardo Madama - e far vedere a turisti e appassionati come si produce l'olio".

"La monocoltura ha impoverito il territorio - ha osservato Fava -, che ha bisogno di continuare a fare ciò che sa far bene, il vino, e insieme a questo anche il resto, cercando di coltivare al massimo gli spazi disponibili nella logica per cui il consumatore può scegliere. Una bella intuizione, quella dell'olio, mi auguro che dal punto di vista climatico questa attività non abbia problemi. I dati ci dicono che la produzione di olio si sta sempre più spingendo a nord, noi come Lombardia rappresentiamo il punto più a nord del mondo dove si produce olio; qui siamo nel punto più a sud della regione più a nord dei produttori di olio".

"Credo che questa produzione possa essere messa a sistema - ha detto l'assessore lombardo - anche se confido nel fatto che si capisca che l'elemento dimensionale aziendale oggi non sia l'unico da tenere in considerazione. Inseguire le grandi dimensioni aziendali è sbagliato. Oggi i mercati si sono ristretti, se avranno voglia e volontà di ragionare nella logica di filiera corta e quindi di vendita diretta ci sarà un risultato. Diversamente a livello industriale non possiamo essere competitivi con regioni e paesi che hanno tradizioni diverse dalla nostra".

di C. S.
pubblicato il 17 febbraio 2017 in Racconti > Quo vadis

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