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Quando l'olio extra vergine di oliva batte la mafia

In provincia di Trapani una piccola azienda agricola, sequestrata alla criminalità organizzata, e data in gestione per trent'anni con un progetto che prevede investimenti per 220 mila euro. L'olio prodotto viene destinato a finalità sociali

E' una storia che merita di essere raccontata quella della Castello Libero onlus, un'associazione che riunisce molte sigle e che ha ottenuto dal Comune di Castellammare del Golfo (TP) una proprietà agricola sequestrata alla mafia in concessione per trent'anni.

La proprietà viene utilizzata per finalità sociali.

Qui si svolgono corsi per le scuole, lezioni di lingua italiana per i giovani immigrati ma anche campi estivi dedicati ai giovani.

In questo contesto, come ogni anno, si svolge la raccolta delle olive a opera di volontari.

Quest'anno stanno partecipando alla raccolta, oltre a giovani della Castello Libero onlus, anche quelli dell'associazione Libera e gli scout del gruppo Agesci Castellamare.

Come ogni anno la raccolta delle olive nel terreno strappato all’organizzazione mafiosa sarà utilizzata per finalità sociali: “Parte dell’olio ricavato – spiegano i volontari - sarà donato all’associazione “L’Arca, banco di solidarietà” presieduta da Francantonio D’Angelo, che fa parte della Fondazione Banco Alimentare, che si occupa appunto di assistenza alimentare per le famiglie di Castellammare in grave stato di bisogno. Un’altra parte invece sarà utilizzato durante i campi estivi che “Libera” tiene ogni anno nel bene confiscato. Siamo qui insieme - concludono - per costruire un mondo corresponsabile partendo dalla cura del bene comune”.

Il progetto ha ottenuto un finanziamento di 220 mila euro per la ristrutturazione del bene e per le attività al suo interno.

di T N
pubblicato il 29 novembre 2017 in Racconti > Fuori dal coro

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