Anno 15 | 26 Aprile 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

L'olivicoltura italiana del futuro alla prova del debutto

Delia Crescimanno, undici anni, è la nuova speranza dell'Italia olivicola. Giovane, giovanissima ma già con le idee ben chiare e le sue prime mille bottiglie presentate a Sol&Agrifood a Verona: “sono nata tra gli olivi”

Giovani olivicoltori crescono, germogli in rosa dell'Italia olivicola del futuro, all'insegna dell'amore per gli olivi, per il territorio e per l'olio extra vergine di oliva.

Delia Crescimanno, undici anni, è la futura titolare di Tenuta Rocchetta, in Sicilia, ma chi pensi che voglia ereditare tutto, brand oleari compresi, ha sbagliato i suoi conti.

A Verona, in occasione di Sol&Agrifood, ha lanciato la sua etichetta e le sue prime 1000 bottiglie.

Non potevamo non incontrarla.

“Quando avevo sei anni – ci racconta Delia – ho cominciato ad andare in campagna e mio padre mi ha promesso che quando fossi stata più grande avrei potuto fare il mio olio. A 8-9 anni ho cominciato a lavorarci su e poi finalmente in questa campagna olearia l'ho imbottigliato.”

Parla già come un'imprenditrice smaliziata, ma in realtà gli occhi nascondono timidezza e un po' di imbarazzo per la sua prima intervista.

Meglio allora farla parlare un po' del suo olio, il suo orgoglio: “E' un blend di Nocellara e Biancolilla. Ho iniziato con una base di Nocellara e poi aggiunto quantità crescenti di Biancolilla. Alla fine il blend è risultato avere più Biancolilla che Nocellara.”

Perchè questa scelta? “Volevo un olio profumato – ci dice concentrata Delia – ma anche elegante. La Nocellara aveva molta corposità, un gusto più forte. La Biancolilla ha dato armonia e dolcezza. Io volevo un olio adatto a piatti di pesce.”

Idee ben chiare sull'olio, un pochino meno sul suo futuro. Appena le chiediamo cosa voglia fare da grande... “Ho intenzione di fare il liceo scientifico. E poi? Non so ancora di preciso. Sto pensando di diventare avvocato ma è ancora un po' presto per una scelta definitiva.”

Quindi abbandonerai i campi di olivi? “No, mi piace la mia campagna. Per scherzare dico sempre che sono nata tra gli olivi e in azienda ho sempre aiutato. Verso i sei anni aiutavo già nelle degustazioni guidate.”

Caro Pierluigi Crescimanno (ndr il padre di Delia), ma questo è sfruttamento di lavoro minorile... battute a parte, traspare in Delia una grande passione per gli olivi e l'olio. Tiene anche a farci sapere che gli adulti proprio non capiscono nulla sui gusti dei ragazzini: “tutti pensano che ci piacciano solo gli oli dolci – ci dice accigliata – in realtà a me e a molti dei miei compagni piacciono invece gli oli più forti.”

La prova del nove. Avrà mica già anche studiato la strategia commerciale e di marketing: “mi piacerebbe invitare le persone in campagna da me. Non solo le fiere, voglio che vedano i miei olivi. Poi mi piacerebbe espandere i contatti negli Stati Uniti e in Giappone. Ora abbiamo anche qualche contatto in Nuova Zelanda.”

Tutto chiaro? Certo.

Pierluigi, fatti più in là...

di Alberto Grimelli
pubblicato il 14 aprile 2017 in Racconti > Fuori dal coro

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