Anno 16 | 18 Luglio 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Gentile di Mafalda, una cultivar sinonimo di passione

Una giovane azienda molisana ha riscoperto un’antica cultivar che è diventata la bandiera del suo modo di lavorare: un’olivicoltura moderna attenta al passato, al territorio, fatta con infinita passione

Incontro questa azienda per caso, in una delle tante fiere dove si vendono oli e prodotti alimentari. Al banco molto semplice e luminoso Eleonora, che scopro poi essere una collaboratrice dell’azienda mi parla dell’olio, dell’azienda, del terreno, come fossero i suoi, con lo stesso amore di chi ha messo a dimora le piante e le ha viste crescere.

Questo mi stupisce perché spesso è difficile trovare in un coltivatore una passione così sfrenata e qui la trovo addirittura in una collaboratrice esterna che vive e lavora ad oltre seicento chilometri di distanza dall’azienda!

Incuriosito, leggo la presentazione dell’azienda. “L’oleificio Trespaldum nasce nel 2006, sulla collina di Mafalda, piccolo paese del Molise, dall’impegno e dalla passione di giovani imprenditori. L’utilizzo di tecnologie energetiche rinnovabili (pannelli fotovoltaici e impianto a biomassa) hanno reso l’impianto di produzione autosufficiente… L’azienda ha intrapreso la conversione in biologico… L’utilizzo di un frantoio di ultima generazione a pompa centripeta non necessita di separatore finale…”.

In una regione dove l’energia è spesso sprecata e i frantoi a molazze sono ancora diffusi mi trovo di fronte ad una azienda che sta sfidando le tradizioni ancestrali per affacciarsi a un’olivicoltura moderna con un impatto per l’ambiente il più ridotto possibile. Non solo: la famiglia Mastrangelo, titolare dell’azienda, sta recuperando pian piano oliveti abbandonati per aumentare la produzione e per trasmettere ad altri giovani questa loro passione.

Ma tutto questo passa in secondo piano quando inizio ad ascoltare le parole di Eleonora, che mi racconta dell’azienda, della raccolta delle olive a cui partecipa con la famiglia, della lavorazione, della costante ricerca delle origini e della valorizzazione delle cultivar locali. Una ricerca che ha portato l’azienda a riscoprire una cultivar storica del comune di Mafalda, denominata “Gentile di Mafalda” che ha un profilo genetico completamente diverso dalle varietà censite nel Molise e nelle regioni limitrofe: la conferma di ciò è arrivata dall’analisi del DNA condotta dal CNR di Perugia che l’ha analizzata e confrontata con il loro enorme database.

Ed è proprio un campione di questo olio che con grande curiosità chiedo di assaggiare e che mi viene versato da una bottiglia con un’etichetta molto evocativa.

Al naso i sentori che spiccano immediatamente sono quelli tipici primaverili della campagna collinare di centro Italia: erba di campo, fiori bianchi, che lasciano spazio al profumo dell’orto in fase di crescita, foglia di pomodoro appena accennata, cardo. Sto per assaggiarlo e all’improvviso in mezzo a tutto questo verde una nota dolce mi colpisce, un leggero sentore di frutta bianca, di mela verde: riscaldo nuovamente il bicchiere e l’erba riesplode, come se un soffio di vento avesse davvero miscelato sapientemente tutti i profumi del territorio.
In bocca lo speziato e l’amaro tipico del tarassaco ben si accompagnano a un piccante di giusta intensità che mi ricorda immediatamente il peperoncino tondo rosso.
Sul finale un piacevole sentore di erba che lascia la bocca pulita ma che mi spinge ad annusare nuovamente il bicchiere perché questo assaggio sembra davvero senza fine….

L’azienda produce altri oli sia monocultivar che blend e realizza alcuni condimenti aromatizzati utilizzando solo materie prime provenienti dai suoi campi.
Famiglia Mastrangelo (ma anche Eleonora), che dire: raccontare storie come la vostra è davvero un piacere perché confermano ancora una volta che un’olivicoltura moderna può esprimere prodotti splendidi e al tempo stesso essere attenta al passato e al territorio se fatta con passione… E qui ne ho vista davvero tanta.

di Marco Antonucci
pubblicato il 10 maggio 2018 in Racconti > Emozioni di gusto

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