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Come dessert? Voglio assaggiare i capezzoli di Teodora

Un bocconcino per la mamma. Se mangi ti darò un premio. Una travolgente Fanny Buitrago in una storia erotica di grande finezza ed eleganza. Ne La Signora del miele c'è il piacere della corporeità e, insieme, del buon cibo

Fanny Buitrago

"Desiderano la cena?" chiese l'hostess.
Teodora accettò con piacere. Aveva appetito. Il magnate, da bambino viziato, fece lo schizzinoso, disse che preferiva prendere le sue vitamine, ma lei si mostrò ferma. Tolse il cellofan che ricopriva l'insalata di patate, i gamberi, il prosciutto e stappò il vino. Spezzò un angolo del pane, lo spalmò di burro e gli parlò della sua fragranza: un profumo di forno, di belle panettiere e di mani abili. Mentre mangiava, affermò che i gamberi erano sublimi, perché accompagnati da una squisita salsa di aglio e prezzemolo e da lievi aromi di aneto, vigne, rive del Mediterraneo. E il prosciutto, ah, il prosciutto! era una prelibatezza casareccia, preparata secondo antichissime ricette dai migliori cuochi del mondo.

"Un bocconcino per la mamma", diceva, perché aveva scoperto che, sotto, quel metro e novantacinque, si nascondeva un bambino indifeso, allevato nella bambagia ed educato in base a severi principi, che da piccolo non aveva mai potuto affondare le mani nella sua popò, nè giocare con l'acqua o il fango.

"Su, se mangi tutto ti darò un premio".
"Qualunque cosa voglia?"
"Qualunque cosa".
"Me lo prometti?"
"Ti do la mia parola".

Sallustio Grimaldo fece il suo primo pasto completo in cinque anni e sentì che stava recuperando il gusto e l'olfatto. Come dessert volle assaggiare i capezzoli di Teodora, verificare se fossero dolci o salati e, possibilmente, dormirci con il viso attaccato. E anche, non osava dirlo, aveva pudori da adolescente, se lei gli avesse permesso di frugare sotto la sua gonna forse lui avrebbe potuto aspirare il suo odore di formaggio camembert o di mandarini e sapere se i succhi del suo corpo fossero viscosi o fluidi... Se lui avesse potuto... se.


Fanny Buitrago



Testo tratto da: Fanny Buitrago, La Signora del miele, traduzione di Antonella Donazzan, Feltrinelli, Milano 1999: link esterno

di L. C.
pubblicato il 26 settembre 2009 in Pensieri e Parole > Massime e memorie

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