Anno 15 | 18 Ottobre 2017 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Un contadino è un tronco d’albero che può spostarsi

I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova l'agricoltura e i contadini che tuttavia hanno radici profonde e solide. Un breve viaggio ragionato nella letteratura mondiale per scoprire le virtù e la forza del mondo rurale. Valori che si tendono a dimenticare,anche tra gli stessi agricoltori

Il mondo agricolo, nelle ultime settimane, ma più in generale negli ultimi anni, sta facendo i conti con profondi cambiamenti: quelli climatici che decimano i raccolti, quelli burocratico-amministrativi che riducono i contributi e aumentano le scartoffie, quelli di mercato con prezzi mai remunerativi e molto volatili.

Una lotta continua che mette a dura prova i nervi degli agricoltori, ancor prima del loro portafoglio.

Il contadino trema sei mesi per il freddo e sei mesi per la paura.
(Proverbio cinese)

Ma chi è l'agricoltore? Quest'uomo talvolta fatalista, talvolta arrabbiato, sempre attaccato alla sua terra, come fosse parte di sé.

Impara dall’agricoltore ad avere pazienza, a lavorare duramente a rispettare le stagioni, e a non bestemmiare contro i temporali, perché sarebbe soltanto una perdita di tempo.
(Paulo Coelho)

Un contadino è un tronco d’albero che può spostarsi.
(Jules Renard)

Abituato alle difficoltà e temprato a tutto tanto da suscitare la solidarietà degli Dei...

Secondo un’antica leggenda cinese, il Genio Buono, nel vedere i contadini affamati a causa di una carestia, si commosse e decise di sacrificare tutti i suoi denti, disperdendoli in una palude. Col passare del tempo, l’acqua li trasformò in semi da cui germogliarono tantissime piantine di riso: da quel giorno, dove c’è riso c’è abbondanza e il lancio dello stesso sugli sposi è dunque simbolo di prosperità e di amore.

L'agricoltore è colui che sa vedere vicino, al suo raccolto, ma anche lontano. Un altruismo consapevole...

Un agricoltore, il cui grano vinceva sempre il primo premio alla fiera regionale, aveva l’abitudine di dividere i semi migliori con tutti i contadini del vicinato.
Quando gli chiesero perché, egli rispose:
“Il vento solleva il polline e lo trasporta da un campo all’altro, perciò se i miei vicini coltivassero un grano di qualità inferiore, l’impollinazione crociata impoverirebbe la qualità del mio raccolto.
Ecco perché ci tengo che essi piantino solo i semi migliori“.
Tutto ciò che diamo agli altri lo diamo a noi stessi.
(Anthony De Mello, la preghiera della rana)

L'agricoltore è anche questo sconosciuto nella società e sui media, spesso dipinto come un felice campagnolo, senza rendersi conto di ciò che è lavorare nel settore primario.

L’agricoltura sembra tremendamente facile quando il tuo aratro è una matita, e sei lontano migliaia di chilometri dal campo di grano.
(Dwight Eisenhower)

Da quando ho conosciuto i veri contadini, ogni bucolica mi è sembrata una bugia: anche le mie.
(Jules Renard)

L'agricoltura è un'attività economica ma nessuno, realmente, ne comprende l'intero significato che abbraccia l'intero mondo.

Solo col lavoro agricolo può aversi una vita razionale, morale. L’agricoltura indica cos’è più e cos’è meno necessario. Essa guida razionalmente la vita. Bisogna toccare la terra.
(Lev Tolstoj)

Chiunque riesca a far crescere due spighe di grano o due fili d’erba dove ne cresceva uno solo, rende un servizio al suo Paese e all’umanità, tanto più grande dell’intera progenie dei politicanti messi insieme.
(Jonathan Swift)

L’agricoltura deve essere capace di mediare tra natura e comunità umana, con impegni ed obblighi in entrambe le direzioni. Coltivare bene richiede un consapevole riguardo verso tutte le creature, animate ed inanimate.
(Wendell Berry)

L'agricoltore è un caparbio testone, farebbe di tutto per la sua terra, esattamente come un innamorato farebbe per la propria amata.

Pure la terra era tutta da ripassare, si vedeva da lontano un miglio che Stefano non vi aveva dato dentro. Ma adesso le avrei fatto sentire la mia vanga, bastava che tirassi per mio conto come avevo tirato sotto Tobia. E per poco che la fortuna m'accompagnasse e mia madre mi aiutasse col suo lavoro delle robiole, si poteva sperare di toglierci una buona volta da necessitare, e se poi m'andava diritta diritta un po' d'anni potevo anche tornare in quello che mio padre aveva dovuto vendere
(Beppe Fenoglio, La malora)

Ricordiamo tutto questo quando pensiamo ai contadini.

di T N
pubblicato il 04 agosto 2017 in Pensieri e Parole > Massime e memorie

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