Anno 16 | 22 Agosto 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Quest’estate coltiviamo Bellezza

Nell'epoca della post verità, delle fake news e dei troll ci può essere una luce che ci può indicare la via d'uscita da tempi bui: la Bellezza. E' arrivato il momento giusto per iniziare a coltivarla la Bellezza, proprio ora accanto ai nostri ulivi, perché è una delle poche cose che, insieme a un Buon Olio, ci salverà. L'augurio di buona estate di Ylenia Granitto

Diranno che sono un'ingenua. Alcuni di quelli che stamattina si sono alzati all'alba, se non prima, per curare i loro campi e dopo hanno versato sudore sotto il sole a picco tra le stoppie, le viti e gli ulivi nel frinire delle cicale penseranno questo, che sono un’ingenua o un’illusa. Noi siamo qui a spaccarci in quattro per regalare allo Stato i nostri guadagni con le tasse, abbiamo i calli alle mani e le rughe in faccia a forza di stare esposti alle intemperie, dobbiamo discutere con quelli che non ci pagano in tempo o non ci pagano per niente, dobbiamo tirare a campare… E questa viene a parlarci di bellezza. Venga a parlarcene qui sotto il sole cocente di queste sciocchezze che non servono a niente quando si tratta di dover lavorare duro.

Eppure, io - e non sono mica l’unica - conosco parecchie persone che non hanno permesso che le asperità delle proprie condizioni influenzassero in alcun modo i loro giudizi sugli altri; che hanno impedito alla stanchezza di prendere il sopravvento sulla cura dell’anima quando si è trattato di affrontare altre cose della vita oltre a sfiancanti necessità di sostentamento; che hanno attraversato grandi difficoltà - comprese la guerra e la fame vera – riuscendo ad allontanare la paura e l’orrore senza esserne condizionati e a cancellare lo sporco e la volgarità senza esserne intaccati.

Penso a Maria, che si è sempre svegliata prima dell'alba e ha ogni giorno trovato un attimo per raccogliere con cura i suoi capelli in una crocchia deliziosa; che aveva le mani callose sempre all’opera e ha dovuto lavare a mano sull’asse di legno cataste di panni con l’acqua che la mattina d’inverno la trovavi congelata, eppure le sue carezze erano le più tenere che potessi ricevere; che è potuta andare a scuola solo pochi giorni perché non c'erano soldi - e su questo non si poteva proprio discutere - eppure era così saggia e ha donato sorrisi che valgono più di tante lezioni e quando ho iniziato a studiare la musica - nonna Maria, che nemmeno sapeva leggere le parole sul foglio, figuriamoci le note sul pentagramma - mi ha regalato un pianoforte.

Quindi io questa cura della bellezza nonostante tutto e tutti la porto nel cuore, nel cervello e magari nel DNA e rivendico con orgoglio il diritto, la possibilità e l’importanza, in questo momento più che mai, di parlare di coltivazione della Bellezza così come si parla di coltivazione dell’olivo.

Dovremmo tutti compiere questa pratica colturale (e culturale) per poterci dopo dissetare con i freschi frutti della Bellezza in un’estate calda e arroventata, più che dal sole, dall‘aggressività, dalla violenza e dalla volgarità, diffuse soprattutto online. Perché ormai l’informazione digitale ci condiziona nel bene e ahimè nel male; perché adesso i nostri ministri e parlamentari twittano prima di rilasciare comunicati alle agenzie di stampa; perché si prende un fatto e delle parole che lo descrivono, che qualcuno stravolge a proprio uso e consumo e quelle diventano tutto e il contrario di tutto; perché io dico una cosa ma voi l’avete capita male e comunque andrebbe contestualizzata, e in ogni caso veramente si sta dicendo questo? È stata data proprio questa notizia? Da non crederci! E allora è necessario attuare un fact-checking. Ma grazie al cielo arriva chi fa debunking - e ci fa tirare un sospiro di sollievo. E nonostante questo siamo costantemente sottoposti alle fake news e messi alla prova dal lavoro subdolo dei troll… Ed è capitato a tutti, almeno una volta, di voler spegnere, staccare e urlare Basta! Perché tutta questa confusione menzognera - perché spesso di menzogne diffuse ad arte si parla - è veramente brutta!

Per legittimare il mio intervento sulla necessità di iniziare a mettere a dimora le sementi della Bellezza adesso, qui e ora, ho scomodato un teologo che definirei, banalmente, illuminato. Vito Mancuso, docente e autore di testi come La vita autentica, Essere liberi, Il principio passione - La forza che ci spinge ad amare, Io e Dio, Il bisogno di pensare, mi ha detto: “la migliore definizione di bellezza che io conosco è di Platone e proviene dal Fedro, laddove si dice che la bellezza, anzi la Bellezza, è ‘lo splendore del vero’. Se non c'è il vero, non ci può essere neppure bellezza - e questo lo dico a proposito di quanto Lei scrive sull'autenticità.” Al Professore avevo infatti chiesto una definizione di Bellezza in relazione a ciò che è vero ed autentico.

Stando a questa autorevole interpretazione dovremmo allora stare sull’attenti e cercare di capire come imparare a salvarci, perché oggi noi viviamo in quella che viene diffusamente definita come era della ‘post-verità’. Il termine ‘post-truth’, tradotto appunto come ‘post-verità’, è stato introdotto dagli Oxford Dictionaries per definire “qualcosa relativo a, o che denota, circostanze in cui i fatti oggettivi sono meno influenti nell’orientare l’opinione pubblica che non gli appelli all’emozione e le convinzioni personali”. Secondo Marco Biffi dell’Accademia della Crusca, “‘oltre’ è il significato che qui sembra assumere il prefisso post- (invece del consueto ‘dopo’): si tratta cioè di un ‘dopo la verità’ che non ha niente a che fare con la cronologia, ma che sottolinea il superamento della verità fino al punto di determinarne la perdita di importanza.”

Noi utenti rischiamo così di essere vittime di un sistema che ci fa perdere di vista la realtà e quindi la Verità, privandoci di conseguenza della Bellezza, mentre veniamo travolti dal Brutto della menzogna, dell’aggressività e financo delle manifestazioni di odio sempre più frequenti che ne derivano.

A tale proposito ho contattato l’ex hacker e spin doctor Alex Orlowski a Barcellona, dove recentemente ha rilasciato un’intervista a Steven Forti per la testata spagnola ctxt.es e per l’edizione italiana di Rolling Stones. Fondatore e presidente di Water on Mars, agenzia specializzata in strategia e contenuti per i social media che opera a livello internazionale, Orlowski conosce intimamente le dinamiche del web e per questa occasione gli ho chiesto in prestito una dichiarazione rilasciata a Forti sulla tecnica del ‘trolling’ che ritengo veramente chiarificatrice. “Dipende dal contesto politico e dal Paese. In alcuni casi può essere molto violenta. Si possono possedere decine, centinaia di account”, spiega il digital strategist. “Per creare molti account su Twitter esiste un software acquistabile online che ti permette di generarne mille in tre ore, ognuno con tanto di foto e nome distinto. Parliamo di account verificati con un numero di cellulare: c’è un servizio russo che per dieci centesimi ti fornisce un numero solo per creare account in Internet. Con un totale di 300 o 400 euro puoi crearti in un pomeriggio un migliaio di account Twitter verificati. In seguito puoi avviare un tweet bombing cambiando la percezione di una notizia o di un evento. È molto semplice e costa poco”.

Chi conosce questi sistemi sa come difendersi, ma quasi tutti noi siamo pesci piccoli in un grande mare che può essere così bello e così pericoloso e tra le cui acque diventare vittime è un attimo, anzi un click, tanto è facile abboccare.

“Nonno, nonno, posso farti una domanda sulla nostra vita di pesci del mare? Perché ogni tanto qualche compagno scompare?
Perché è stato preso dalla rete del pescatore.
Ma ce sarà un modo per non farsi acchiappare?
Bisogna sapè distingue la luce delle stelle da quella delle lampare.”
(da ‘Gli Animali’, Alessandro Mannarino)

Come facciamo a individuare la luce delle stelle in mezzo a tanti seducenti abbagli e a seguirla senza farci catturare?

Coltivando Bellezza. Prestando attenzione a chi amiamo e nutrendo quello che ci fa stare bene.

Scomodo Italo Calvino, prendo in prestito con rispettosa cura le parole che usa ne Le città invisibili e le faccio umilmente mie dicendo che, arrivati a questo punto, o scegliamo di “accettare” la finzione “e diventarne parte fino al punto di non vederla più”, oppure rischiamo, ma questo “esige attenzione e apprendimento continui”, e cerchiamo di saper riconoscere chi e cosa accanto a noi è Bello e Vero e quindi di “farlo durare, e dargli spazio”.

È pertanto necessario rischiare e avere il coraggio - in mezzo a tanti che ci diranno che non va bene, che non ne abbiamo il diritto, che non si può - di iniziare a coltivare Bellezza. E per farlo dovremmo prima di tutto rivolgerci alla nostra essenza profonda, al luogo dove si forma il nostro spirito critico e nascono le nostre passioni, al fine di preservarla e salvarla dalla confusione e dalla bruttura dilaganti, e da lì iniziare a nutrire e proteggere questi dolci e vitali germogli. È molto più semplice a farsi che a dirsi. Alle volte, se serve, basta staccare e rimanere ‘off-line’ il tempo necessario per prenderci cura di queste tenere e preziose piantine.

Proprio per sentire e descrivere meglio quello di cui sto parlando mi sono messa a scrivere all’ombra di un ulivo secolare, un Moraiolo di almeno 100 anni che mi protegge dal sole, col vigore dei suoi rami, e dall’illusione, con la Verità incisa nella sua corteccia.

Chi ama gli ulivi e chi li coltiva infatti comprenderà bene quello che sto dicendo, cioè che la Bellezza non ha niente a che fare con la falsità né con la finzione, bensì tutto a che vedere con la Verità e con la Vita vera, con le irregolarità della corteccia, con le contorsioni naturali, con le cicatrici imposte dalle slupature e con le piccole e tenere olive che in questo periodo dell’anno si avviano alla maturità attraverso uno sviluppo speranzoso, generando benefiche sostanze al proprio interno, così delicate e indispensabili per produrre un olio extravergine di qualità superiore.

Siamo difronte a una realtà autentica senza tentativi di abbellimenti, senza artifici, senza simulazioni né filtri (digitali). Chi produce olio extravergine di oliva sa bene che l’autenticità e la qualità non hanno bisogno di, anzi rifiutano categoricamente e a norma di legge, additivi, aromatizzanti e coloranti.

La Bellezza va curata e protetta come se fosse una pianta del nostro uliveto, perché i suoi frutti sono benefici e ristoratori come gocce di extravergine, tanto salutari per quanto deliziosi. Sarò pure un’ingenua, ma penso che sia arrivato il momento giusto per iniziare a coltivarla la Bellezza, proprio ora accanto ai nostri ulivi, perché è una delle poche cose che, insieme a un Buon Olio, ci salverà.

Buona estate!

di Ylenia Granitto
pubblicato il 03 agosto 2018 in Pensieri e Parole > Editoriali

[4] COMMENTI

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Granitto Ylenia

15:10 | 05 agosto 2018

Onorata del tuo apprezzamento, Pasquale!

di lena pasquale

09:37 | 05 agosto 2018

Grande Ylenia, Brava, brava, brava. Posto questo tuo articolo sul mio blog

Granitto Ylenia

17:04 | 04 agosto 2018

Grazie Stefania!!!

Marini Stefania

11:09 | 04 agosto 2018

Complimenti, per l'articolo e la sensibilità da esso sottesa, da una brillantissima laurata in Fisica che, dopo aver fatto di tutto nella vita, ha abbandonato "il mondo (in)civile", si è trasferita nelle Marche e ha avviato un'azienda agricola biologica, diventando iAP (imprenditrice agricola professionale) partendo da ZERO (e con 30 anni di depressione sulle spalle). W la Natura, la Bellezza, la Vita!!!

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