Anno 16 | 14 Dicembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Negli Usa riconosciute le qualità salutistiche dell’extravergine di oliva

La Food and Drugs Administration statunitense ha invitato ad indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta benefici cardiovascolari quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore

L’extravergine di oliva viene promosso a “farmaco” per prevenire l’infarto e le altre malattie del cuore negli Stati Uniti, smentendo quanti vorrebbero tassarlo e marchiarlo con bollini neri e semafori rossi. Lo rende noto la Coldiretti in riferimento all’invito pubblicato dalla Food and Drugs Administration (Fda) statunitense ad indicare sulle confezioni degli oli contenenti almeno il 70% di acido oleico che il loro consumo porta benefici cardiovascolari quando sostituisce il grasso saturo dannoso per il cuore. In particolare – sottolinea Coldiretti - l’agenzia per la salute alimentare degli Usa suggerisce di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute.

“E’ un riconoscimento importante per l’olio di oliva italiano che ha percentuali di acido oleico ben superiori al livello indicato dall’Fda – spiega David Granieri, presidente Unaprol - Il nostro è un prodotto unico per qualità, biodiversità e sicurezza che purtroppo deve combattere non solo contro contraffazioni e speculazioni, ma anche contro gli attacchi di Paesi che adottano politiche fiscali punitive o sistemi di etichettatura a semaforo fuorvianti e penalizzanti per i consumatori. La notizia che l’olio EVO sia stato promosso dall’agenzia per la salute alimentare degli USA a “farmaco” per prevenire l’infarto e altre malattie del cuore, arriva a pochi giorni di distanza da uno studio dell'Airc, che dimostra gli effetti benefici che derivano da un consumo quotidiano di olio EVO in riferimento alla prevenzione dei tumori intestinali. Spero che i risultati della scienza siano tenuti in maggiore considerazione rispetto ai desiderata delle multinazionali”.

“La proposta della Fda rappresenta – rileva Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana - una risposta ai bollini allarmistici, con le etichette a semaforo, e alle tasse ingiustificate sostenute da alcuni Paesi con una risoluzione che esorta gli Stati Membri dell’Onu ad adottare sistemi di etichettatura ingannevoli e politiche fiscali punitive per i cibi considerati pericolosi per la salute perché ricchi di grassi, zuccheri o sale. Un marchio infamante che favorisce i prodotti artificiali e – precisa Filippi – colpisce già oggi ingiustamente le confezioni di extravergine Made in Italy vendute in alcuni paesi come la Gran Bretagna e il Cile dove vengono apposti semafori rossi o bollini neri per disincentivare il consumo del prodotto base della dieta mediterranea, considerato da sempre un elisir di lunga vita”.

La promozione conquistata negli Usa rappresenta – ricorda Coldiretti – un ulteriore riconoscimento degli effetti positivi sulla salute associati al consumo di extravergine che ha determinato negli ultimi venticinque anni un vero e proprio boom degli acquisti, con una crescita a livello mondiale del 49% che ha cambiato la dieta dei cittadini in molti Paesi. Un fenomeno particolarmente evidente negli Stati Uniti dove il consumo di olio di oliva – spiega Coldiretti - è addirittura triplicato nello spazio di una generazione, arrivando alla cifra record di 315 milioni chili (+174%) e facendo salire gli Usa al terzo posto dopo Italia e Spagna tra i maggiori acquirenti. Ma la crescita dell’olio d’oliva sulle tavole di tutto il mondo è avvenuta in modo vorticoso anche in altri importanti Paesi a partire dal Giappone alla Germania. Si aprono dunque enorme potenzialità per la produzione Made in Italy – afferma la Coldiretti - che è il secondo produttore mondiale dopo la Spagna ma che può contare sul primato qualitativo con 47 olii Dop/Igp riconosciuti dall’Unione Europea e 533 diverse varietà di olive dai quali si ottiene un olio con percentuali di acido oleico che variano dal 72% all’83%, ben al di sopra del livello indicato dall’FDA.

di C. S.
pubblicato il 26 novembre 2018 in Pensieri e Parole > Associazioni di idee

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