Anno 16 | 20 Settembre 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Scintille tra Assitol e Federolio sull'olio italico

La valorizzazione dell’extravergine nostrano, secondo l'Associazione degli industriali oleari italiani, si gioca secondo i principi della qualità, della genuinità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare. Siete degli ipocriti, ribatte l'Associazione del commercio oleario nazionale

ASSITOL guarda con stupore alla proposta presentata nell’accordo Federolio-Coldiretti, che punta a premiare un blend con un 50% di 100% italiano.

Una proposta che non aiuta il consumatore e che divide il settore oleario. ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, giudica così l’iniziativa del cosiddetto “olio italico”, un blend con una percentuale di extravergine italiano, promossa dall’accordo Federolio-Coldiretti.

“Siamo sostenitori del blending, che è un asset importante dell’industria olearia - spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva dell’Associazione –, ma la proposta dell’italico, così com’è stata disegnata e proposta, suscita molte perplessità nella filiera e rischia di mandare ancora più in confusione il consumatore’”.

Per ASSITOL, la tutela del 100% italiano deve seguire altre strade. “La valorizzazione dell’extravergine nostrano – osserva la presidente Cane - si gioca secondo i principi della qualità, della genuinità, della tracciabilità e della sicurezza alimentare. Inoltre, in piena crisi di consumi, è indispensabile una narrazione positiva sull’extravergine, spesso vittima di un’informazione di sapore scandalistico”.

Per queste ragioni, sottolinea la presidente degli imprenditori di settore, “non si sentiva davvero il bisogno di un nuovo motivo di frammentazione del mondo oleario, già fortemente diviso. Una frammentazione che avvantaggerà, ancora una volta, i Paesi nostri concorrenti, che al loro interno possono contare su un fronte olivicolo-oleario compatto e su una strategia comune”.

ASSITOL ribadisce al riguardo l’importanza di un percorso condiviso tra tutti i protagonisti del comparto. “Guardiamo con interesse a qualsiasi iniziativa di valorizzazione dell’extravergine – afferma la presidente del gruppo olio d’oliva di ASSITOL – a patto però che sia inclusiva e aperta. Per questa ragione, ribadiamo il ruolo della FOOI, la nuova Interprofessione, rifondata per unire, non per dividere, le diverse anime dell’olio d’oliva”.

 

Da una nota diffusa poco fa FEDEROLIO apprende che Assitol (Associazione Italiana dell'Industria Olearia) guarda con stupore alla proposta presentata nell’accordo Federolio-Coldiretti - che punta a premiare un blend con un 50% di olio italiano - giudicata dall’Associazione una proposta che rischia di mandare ancora più in confusione il consumatore e che suscita perplessità nella filiera.

FEDROLIO dal canto suo rimane altrettanto stupita da queste dichiarazioni, considerato che non più tardi del mese di febbraio proprio Anna Cane, Presidente del Gruppo olio d’oliva Assitol, esprime in un articolo pubblicato sul quotidiano Italia Oggi un identico concetto pro “Italico”: “Un Olio Italiano, frutto di blend con una percentuale minima di olio italiano (es. 30%)» per il quale Anna Cane – riporta il quotidiano - vorrebbe l'approvazione di un claim ad hoc.

Premesso che il nome “Italico” è stato usato proprio dall’Assitol e si è imposto nella sintesi giornalistica, stupisce apprendere della presa di posizione di Assitol contro questo accordo, considerato che Federolio e Unaprol hanno parlato di ben un 50% di olio italiano garantito nelle confezioni di questo blend mentre l’Assitol si era fermata al 30%.

Rispetto a quello che è stato definito “italico” FEDEROLIO tiene poi a precisare che questo prodotto, oltre a contenere il 50% di prodotto nazionale, avrà una componente di olio non italiano che dovrà comunque rispondere a verificabili requisiti di eccellenza; inoltre esso sarà assoggettato a controlli effettivi e severi, per cui sarà qualcosa di profondamente diverso e distinto rispetto agli attuali blend, a tutela anche del consumatore.

Spiace infine constatare come strumentalmente non si sia spesa nemmeno una parola invece su quello che è stato il messaggio centrale della convention FEDEROLIO del 28 giugno – dove l’Assitol era tra l’altro presente – che è stato quello di valorizzare al meglio l’olio 100% italiano, prevedendo da parte della aziende aderenti a FEDEROLIO premialità importanti sul prezzo di base, che sono quelle previste dall’Accordo, e facendo sistema con il mondo della produzione per rilanciare l’olivicoltura italiana sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

E’ però singolare constatate che questi attacchi vengano da organizzazioni olivicole e industriali che siedono a un tavolo, quello della F.O.O.I., capace solo di alimentare polemiche sterili e risentite seguite a un accordo importantissimo e di valore storico quale quello che Unaprol e Federolio sono riuscite a concludere, considerato che alla F.O.O.I. si sono “accontentati” di molto meno sul piano dei rapporti tra un’industria olearia che si definisce “italiana”, anche se fortemente rappresentata da una multinazionale spagnola, e mondo olivicolo italiano.

di C. S.
pubblicato il 03 luglio 2018 in Pensieri e Parole > Associazioni di idee

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