Anno 16 | 21 Maggio 2018 | redazione@teatronaturale.it ACCEDI | REGISTRATI

Agea: Cia, ultimo atto Governo uscente inopportuno nei tempi e inefficace negli effetti

La situazione è drammatica. Mentre aspettiamo da tempo che i pagamenti per gli agricoltori vengano sbloccati e che si avvii una riforma efficace di Agea, il Consiglio dei ministri uscente ha licenziato un decreto sulla riorganizzazione dell’Ente pagatore, introducendo una normativa inopportuna nei tempi di approvazione e inefficace in termini di effetti reali sul settore. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino.

Per tali ragioni, chiediamo con forza al Parlamento di respingerlo e al prossimo Governo -che auspichiamo possa insediarsi in tempi brevi- di rivedere radicalmente i contenuti del decreto e introdurre, al più presto, una normativa seria e coerente con le istanze delle imprese agricole.

Secondo Cia, occorre una riforma radicale e orientata a ridefinire in modo organico i ruoli gestionali e di controllo di Agea. Anche attraverso investimenti nel capitale umano e nella riorganizzazione strutturale di funzioni e procedure. Una riforma ambiziosa, insomma, dove i sistemi regionali possano essere integrati in un’unica vera ed efficace rete nazionale.

In un’ottica di competitività delle imprese agricole, l’efficienza e l’efficacia del sistema dei pagamenti occupano un ruolo decisivo -aggiunge ancora Scanavino-. Ciò è particolarmente importante in Italia dove, sempre più spesso, i ritardi nei pagamenti dovuti agli agricoltori e la burocrazia nel sistema dei controlli hanno caratterizzato in negativo il funzionamento di Agea e, di riflesso, le dinamiche di crescita del sistema agricolo.

di C. S.
pubblicato il 17 maggio 2018 in Pensieri e Parole > Associazioni di idee

ARTICOLI PIÙ COMMENTATI

L'olio extra vergine di oliva non ha alcun valore

L'ultima fake news nel mondo dell'extra vergine d'oliva: le api fanno l'olio

Tocca a voi, a nessun altro

Dai super esperti alle fake news sull'olio d'oliva, il passo è breve

L'olivicoltura toscana non esiste