Anno 10 | n. 20 | 21 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
Quanti sono soliti affermare che resti oramai ben poco da fare, che le ingiustizie del mondo non si possono in alcun modo più fermare? Lo scoraggiamento è tale che si perdono del tutto o quasi le speranze. Si annullano pressoché completamente quei meccanismi spontanei di rivolta, quelle aspirazioni a una società diversa anche attraverso una dura lotta al sistema. Poi nulla, passano gli anni e ci si trincera nella consuetudine degli accadimenti. Si rinuncia a mutare il corso delle cose e spesso per debolezza si sconfessa anche il proprio passato; o comunque lo si ridimensiona in maniera così drastica da farlo apparire perfino ridicolo, a distanza, e senza più senso e ragion d’essere.
Ogni aspetto della nostra vita trascorsa, ogni momento di quando si era fanciulli, adolescenti e poi giovanissimi, diventa ora un amaro de profundis che cala inesorabile sulle nostre esistenze. Sembra dunque non esserci più scampo. L’unica via da percorrere è la rinuncia. Resta solo il mesto addio agli ideali, l’ammissione della sconfitta, così che il legittimo desiderio che ci portava ad aspirare a una società più giusta, o comunque meno iniqua del solito, lo si lascia intatto com’era alle nuove generazioni. Ma è una consegna ipocrita, che non appaga di certo coloro che in quegli ideali vi credono con ferma convinzione, ritenendoli così intrinsecamente veri e necessari da non poterci mai rinunciare.
Ecco, il settimanale “Teatro Naturale” è nato con lo spirito di chi crede possibile mantenere piena fedeltà agli ideali di giustizia ed equità, senza volutamente cedere ad atteggiamenti di rinuncia o a facili opportunismi. Permane in tutta la sua evidenza il senso di libertà e abbandono propri di chi fanciullo, adolescente e giovane non ha ancora voluto accogliere l’inesorabile tragedia della realtà quotidiana con le maglie tentacolari che non risparmiano nessuno. Sì, “Teatro Naturale” crede nello spirito di lotta, ma con modi civili, con la sola forza dirompente del pensiero.
Pensare fa la differenza. Solo gli idioti cedono alle lusinghe degli opportunismi e alle conventicole del potere. “Teatro Naturale” ha assunto in questi mesi di presenza su Internet un ruolo di primo piano, e ne siamo fieri. Abbiamo realizzato un prodotto editoriale di qualità. Anzi, non solo di qualità, perché in tal caso non saremmo stati di certo unici, ma libero. “Teatro Naturale” è un settimanale inusuale proprio perché caratterizzato dalla libertà di espressione. Si tratta di una rivista di pensiero prima ancora che di informazione. Soprattutto di pensiero, e per questo siamo (e lo si dice con orgoglio e senza presunzione) presenza unica e rara. Il pensiero costa fatica, rende antipatici, sottrae energie, ma dona speranza, fa credere ancora a un futuro diverso, non per la società (ch’è incurabile per definizione) ma per se stessi.
Chi ci sostiene crede nel progetto culturale che stiamo portando avanti. Il nostro carburante è la pubblicità. Non ci sono altre entrate. L’accesso agli articoli non è a pagamento. Siamo fieri anche di questa scelta. La libertà però ha un costo, elevatissimo. Sono necessari fondi per motivare tale assunzione di libertà. Non tutti lo hanno compreso. Ringraziamo quanti ci hanno finora sostenuto; costoro hanno il merito di aver individuato un modo – intelligente e tra i più credibili – per sostenere concretamente la forza dirompente del pensiero.
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