Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di Piernicola Leone de Castris

La Federazione Nazionale Viticoltori e Produttori di Vino è un'associazione che tutela gli interessi degli agricoltori che producono uva e di coloro che producono vino, ma io ho avuto diverse esperienze anche in Confagricoltura, essendo stato tra i dirigenti nazionali dell'Anga-Associazione Nazionale Giovani Agricoltori-Movimento Giovanile di Confagricoltura- e, per sei anni, presidente Anga della Puglia.
Credo che i grandi problemi che da tempo interessano il settore agricolo del nostro Paese si ripercuotano su tutte le principali Associazioni e nessuna sia esente da critiche che la base sociale spesso sostiene non vedendo validi sbocchi all'orizzonte.
Io penso che delle valide soluzioni si potranno trovare soltanto se si metteranno da parte anacronistici egoismi e se si lavorerà per unirsi.
Finalmente è finito il tempo delle idologie, che spesso creavano rancori, divisioni e lotte continue, che indebolivano un settore già debole da solo.
Una svolta si potrebbe creare se, finalmente, si capisse che siamo tutti sulla stessa barca - aziende grandi e piccole, datori del lavoro e collaboratori: o progrediamo insieme o insieme muoriamo.
Se vogliamo incidere a livello europeo - dove ormai tutto si decide - dobbiamo avere uomini politici preparati e capaci di poter lavorare concretamente su quello che sarà il nostro futuro. Con loro dobbiamo lavorare.
Io scommetto sulle Associazioni di categoria - da soli non si va da nessuna parte - ma all'interno deve esserci vera democrazia e ricambio tra i dirigenti.
Ad esempio, io stabilirei che si possa essere Presidenti per due mandati consecutivi, ma non di più.
Tutti devono poter ambire a ricoprire le cariche più significative, a condizione, logicamente, che si abbiano le capacità necessarie.
E'assurdo, almeno per me, che certi incarichi siano ricoperti sempre dalle stesse persone per dieci, quindici, venti anni, sia perché dopo tanto tempo non si hanno più stimoli, sia perché si precludono anche i ricambi generazionali.
Il mondo agricolo - cosi' come avviene in altri Paesi - vedrà una ulteriore diminuzione dei propri addetti perché si andrà sempre più verso una necessaria meccanizzazione, ma chi rimane sarà un vero professionista,
al quale, anche grazie all'operato delle Associazioni, dovra'essere assicurato reddito e dignità sociale.
L''agricoltura garantisce anche la tutela del paesaggio e della salute, è elemento fondamentale della società. E' fonte di cultura millenaria, e, senza di essa, nulla sarebbe possibile.
Viviamo in un Paese splendido, che a mio avviso dovrebbe poggiare i suoi pilastri economici sull'agroalimentare, sulla storia, sui monumenti, sulla natura e sul turismo - giacché possono muoversi insieme - e anche dal punto
di vista istituzionale devono essere portate avanti politiche coerenti e coraggiose.
Le associazioni possono e debbono fare molto. E se si lavorasse per arrivare ad una sola Associazione agricola?
Mi rendo conto che puo'sembrare una provocazione, ma potrebbe essere una valida soluzione.
Chiaramente, su tutto si puo'discutere, perché solo attraverso incontri di idee, si potrà giungere alla meta.
Noi, come Federazione Nazionale Viticoltori e Produttori di Vino, siamo disponibili a offrire il nostro contributo per trovare soluzioni condivise, anche come sostenitori di un consumo consapevole del vino, che da millenni
contribuisce alla sviluppo dell'essere umano, essendo anche un elemento utile per la salute umana.
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