Una giornata di studio per conoscere a fondo le caratteristiche genetiche e le potenzialità di recupero produttivo delle razze equine autoctone della Toscana. L'ha organizzata l'Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in campo agricolo) a Grosseto, presso il Centro militare veterinario.
Al centro dell'attenzione il cavallo maremmano, il cavallino di Monterufoli e l'asino dell'Amiata cioè le tre razze equine le cui radici genetiche sono saldamente piantate nella nostra terra. Obiettivo dell'iniziativa quello di presentare i risultati di una ricerca, recentemente conclusa, che ha permesso di studiare sia gli aspetti di caratterizzazione genetica delle tre specie sia di valutare i percorsi di recupero e valorizzazione.
Attualmente in Toscana le razze autoctone compongono poco più del 10% dei capi allevati (in tutto 18.500 divisi in poco più di 4.000 aziende). Appena 172 sono i cavallini di Monterufoli, pony baio scuro diffusi nella provincia di Pisa, 984 gli asini dell'Amiata e sono infine 1.605 i cavalli maremmani, pari al 42% dei capi totali di questa razza presenti nel nostro Paese (3.810).
Grazie alla ricerca, coordinata dal Centro studi cavallo sportivo dell'Università degli studi di Perugia, gli allevatori delle razze equine e asinine autoctone e i tecnici operanti nei servizi di consulenza aziendale hanno avuto preziosi strumenti di lavoro sulle possibili strategie di salvaguardia e sviluppo di queste risorse genetiche, che in alcuni casi presentano consistenze a rischio estinzione, e sulle loro potenzialità di valorizzazione e rilancio.
Fonte: Toscana Notizie, Massimo Orlandi