La prima missione sarà la Fiera dell’agricoltura di Damasco, il prossimo mese di ottobre. Il progetto tra Veronafiere la Camera dell’Agricoltura della Siria e Sapea (l’Associazione degli esportatori agricoli siriani) è rivolto a tutte le aziende espositrici della rassegna di Verona dedicata al settore primario. Omar M. Alshalet: «Forte interesse per il know how italiano in campo agroalimentare». Il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani: «La Siria piattaforma privilegiata per le aziende italiane in Medio-Oriente».
Da Verona nel mondo. Fieragricola «coltiva» la propria vocazione internazionale e proprio durante la sua 109ª edizione definisce un progetto di collaborazione con il ministero dell’Agricoltura della Siria.
Obiettivo dell’accordo tra Veronafiere e la Camera dell’Agricoltura siriana, presente a Fieragricola con il presidente Omar M. Alshalet e una importante delegazione, è la partecipazione stabile di espositori italiani alla Fiera dell’agricoltura di Damasco (Siria), proprio grazie al ruolo di ponte naturale all’internazionalizzazione della rassegna di Verona, fra i leader europei del primario.
Si parte già con la prossima edizione della Fiera dell’agricoltura, in programma il prossimo ottobre nel Paese mediorientale. «L’interesse del ministero dell’Agricoltura della Siria e di Sapea (l’Associazione degli esportatori agricoli siriani, ndr) verso le macchine, le tecnologie e il know how italiano è molto elevato», ha spiegato Omar M. Alshalet, «e ci auguriamo che siano numerosi gli espositori di Fieragricola che vorranno aderire alla nostra manifestazione fieristica di Damasco».
Il progetto di collaborazione, che conferma la vocazione internazionale e strategica per gli espositori di Fieragricola, è allineato peraltro alla volontà di concludere accordi bilaterali stabili fra i due Paesi, che dovrebbero concretizzarsi a livello governativo con la prossima visita a Damasco del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il prossimo marzo.
Positivo il commento del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani, che lancia un appello alle aziende espositrici di Fieragricola. «La partnership tra Fieragricola e il ministero dell’Agricoltura siriano costituisce un ulteriore passo avanti di Veronafiere per valorizzare il settore primario», ha osservato, «che conferma alcuni aspetti che non dovremmo mai dimenticare: l’eccellenza del Made in Italy nell’agricoltura, nell’agroalimentare, ma anche in quelli che sono l’indotto, dai trattori alle macchine, che stanno scontando un particolare momento di difficoltà nell’export, con una flessione di oltre il 30 per cento nel 2009».
«La Siria», ha aggiunto Mantovani, «è un Paese politicamente stabile, in un panorama mediorientale che talvolta è per noi occidentali di difficile comprensione, ma costituisce una sorta di piattaforma strategica verso altre realtà del Golfo Persico e della Penisola Arabica, in cui talvolta per le aziende italiane è difficile esportare direttamente».
Macchine agricole, trattori, ma anche sementi, mezzi tecnici, agrofarmaci, strumenti per l’irrigazione, le serre, la semina, la raccolta, la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli sono nella «lista della spesa» degli agricoltori siriani, soprattutto per innalzare il livello qualitativo, fortemente diminuito in seguito alla crisi in Iraq, che se da un lato ha incrementato le esportazioni dalla Siria verso Baghdad, dall’altro ha innescato una corsa alla produttività che ha penalizzato i livelli qualitativi.
Frutta e ortaggi sono i settori in cui le esigenze di produzione, incrementando i risultati qualitativi, sono maggiori. E le opportunità di esportare dalla Siria (anche verso l’Italia, e non solo) sono quanto mai concrete.