Anno 10 | n. 5 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di T N

INVITO ALLA LETTURA
(...)
- Su, pensaci bene, è una cosa che ti riguarda, ragazza, sposarsi bisogna, ragiona, ma ricordati che si farà anche senza il tuo parere. (...)
A quel punto uno degli ospiti dice:
- Mi piacerebbe vedere la vostra merce.
- Ma certo, va bene.
La mia madrina, mia madre e la suocera vengono da me e mi sistemano per benino. Io proprio non volevo farmi vedere, ma poi, alla fine, ho fatto il mio dovere.
- Buona la vostra merce - dicono - altro che, se è buona!
Ma a me di tutti questi complimenti non importava niente. Pensavo: "Sì, la merce sarà anche buona, ma il compratore mica tanto". Mi inchino per salutare e tutti si alzano. Cominciano le benedizioni. Io, come avevo visto fare ai matrimoni, mi butto in ginocchio davanti a mia madre e mio padre, piango e mi lamento. Insomma, inizio la mia parte, come l'avevo sentita fare, ma aggiungendoci anche del mio.
- Grazie a te caro padre e a te, madre che mi hai generato, per il pane e il sale che mi avete dato; padre mi hai dato via per un bicchierino, vuol dire che non vi ho servito bene nei campi e neanche in casa. Mi date via a estranei ancora troppo giovane, ancora acerba.
(...)
Lev Tolstoj e Tat’jana Kuzminskaja

Testo tratto da: Lev Tolstoj, Tat’jana Kuzminskaja, Memorie di una contadina, traduzione e cura di Isabella Panfiso, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2008

IL LIBRO
Memorie di una contadina, edito da Casagrande (link esterno), è un libro che reca la firma del grande scrittore russo Lev Tolstoj e di Tat’jana Kuzminskaja, sua cognata.
Si tratta di un agile volumetto, intenso e robusto, che si legge nello spazio di poco tempo. Drammatico, perché riporta una storia vera, ma ricco, pur nella tragedia sempre incombente, di una luce soffusa e avvolgente.
I fatti narrati si sono svolti nella Russia prerivoluzionaria della seconda metà dell’800. La vita è quella di una donna nata in un minuscolo villaggio che subisce le imposizioni di una società retriva, incapace di accogliere i sentimenti dell’amore vero.
Le confessioni della contadina sono toccanti quando descrive il duro lavoro nei campi, ma anche le perfidie e le bassezze innominabili della gente, fino alla terribile esperienza da deportata in Siberia.
E’ un libro che non dovrebbe mancare sul comodino di quanti si occupano a vario titolo di agricoltura, visto che in qualche modo il racconto ci avvicina anche alla nostra storia.
di T N
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