Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di L. C.
All'inizio si pensava a un'uscita come tante altre, giusto per fare la solita denuncia. Invece l'Ente nazionale protezione animali, l''Enpa, ha addirittura chiesto il ritiro dalle sale cinematografiche dello straordinario film Baarìa», l'ultima grande opera capolavoro del regista Giuseppe Tornatore, il candidato italiano, tra l'altro, per la prossima notte degli Oscar.
E' scatta addirittura una denuncia penale alla Procura di Roma, presentata nella persona della presidente Carla Rocchi.
La scena la conoscono tutti, perché se n'è parlato tanto nei giorni scorsi, ma che si scendesse a tanto nessuno l'avrebbe mai immaginato. L'arte, un contenuto e una forma che si presenta come arte, evidentemente, non è pane per tutti. Capire l'arte sta diventando difficile, evidentemente. Sono tempi duri, con troppe associazioni che ficcano il naso ovunque.
Tutto rientra nel gioco della democrazia, per carità, ma quando si esagera, si esagera.
La scena della macellazione del bovino, ammazzato per sgozzamento, con un punteruolo conficcato nella testa, può anche disturbare, ma rientra nell'ambito della finzione. certo, è vero, l'animale era reale, ma la scena è stata girata dal vero in un mattatoio in Tunisia.
Di questo passo bisognerebbe censurare tutto, però evidentemente è più facile prendersela con un'opera d'arte famosa, di grande successo. Che la scena abbia scatenato proteste si può anche capire, le sensibilità sono diverse, ma che le associazioni animaliste, o ambientaliste che siano, arrivino perfino alla denuncia è un gesto incomprensibile.
Non è cruenta ancor più la realtà di tutti i giorni?
La macellazione degli animali avviene sistematicamente, con i metodi che sappiamo. Il regista ha solo girato una scena che comunque nella vita reale sarebbe avvenuta in ogni caso: il luogo in questione è un mattatoio. Che senso ha censurare una scena forte che pure accade ogni giorno, ogni ora in qualsiasi momento in ogni angolo del mondo?
Tornatore ha ripetuto più volte che non sarebbe stato possibile ricreare lo stesso effetto in altri modi. L'animale è stato pertanto ucciso perché comunque era destinato alla macellazione per fini alimentari. Questa insistenza da parte di alcune associazioni, pur comprensibile, quanto a una questione di pura sensibilità e di pudore verso la violenza, non ha alcun senso
nel momento in cui la si voglia imporre ad altri.
La scena è nota, è sufficiente che non si vada a vedere il film. Molto semplice. Che senso ha tirare fuori i denti ed esagerare con i toni, fuor da ogni logica?
Matita rossa e blu a tutti coloro che si agitano inutilmente.
Baaria è un capolavoro. Punto. E' ora di finirla con attacchi fuori luogo. Lo ripetiamo: la crudezza dell'immagine la si consuma a ogni ora del giorno e in ogni angolo del mondo. Il genio creativo di Tornatore non ha forzato nulla, la scena è stata girata in un mattatoio dove comunque la violenza si è consumata e continuerà giorno dopo giorno a consumarsi con sempre nuovi animali. Può non piacere, ma è la realtà. Non c'è alcun motivo di inventarsi storie di barbarie.
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di L. C.
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