Anno 10 | n. 6 | 11 Febbraio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
di L. C.

Ci sono tanti libri sul cibo, alcuni dei quali sono da sconsigliare in senso assoluto, perché banali o insignificanti. Come quelli di alcuni improvvisati cultori ed esperti di gastronomia. Uno tra tutti, il libro Mai fragole a dicembre, di Licia Granello, edito da Mondadori nella collana "Strade blu". Da bocciare perché troppo fondato sull’emotività e addirittura con errori gravi e imperdonabili. Matita rossa, dunque, per un libro dal respiro corto, seppure gradevole per la scrittura fluida e la capacità di raccontare il buon cibo. Perché allora non si è compiuto quello sforzo in più per farlo diventare un buon libro? Dove sono andati a finire coloro che si occupano di editing? E perché l'autrice non si è avvalsa di un consulente alimentarista?

A questo libro discutibile, sicuramente non necessario, di una giornalista che è disinvoltamente passata dallo sport all'alimentazione, contrapponiamo volentieri quello di Massimo Montanari, edito da Laterza con il titolo La fame e l’abbondanza. Storia dell’alimentazione in Europa. Finalmente un testo che lascia qualcosa al lettore, ma Montanari ha pubblicato molti altri utili e corposi volumi sul tema.
Ciò che emerge in questo libro, sono per lo più i comportamenti alimentari, analizzati in un periodo che va dal terzo secolo dopo Cristo sino alla contemporaneità, considerando sia le inevitabili mutazioni del gusto, sia i condizionamenti epocali e sociali.
di L. C.
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