Anno 10 | n. 19 | 17 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Teatro naturale

pubblicato in Album > La Recensione
il 10 Settembre 2011 TN n. 36 Anno 9

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L’olivagione 2011? E’ già sugli scaffali

Lo scorso 4 agosto è stato presentato in esclusiva in Esselunga il “Primissimo”, un olio extra vergine di oliva che Zefferino Monini ha prodotto nelle campagne australiane

di Luigi Caricato

Già, si chiama proprio così: il Primissimo, in quanto ricavato dall’olivagione 2011.

Sì, perché in Australia è la raccolta delle olive è già avvenuta tra aprile e giugno. Sono tutte varietà italiane quelle da cui è stato estratto l’olio australiano di Monini: Frantoio, Leccino e Pendolino. L’olio è stato però imbottigliato in Italia, nel mese di luglio.

L’azienda spoletina ha una proprietà di circa 300 ettari a Hillstone, nel New South Wales. Dietro a tale progetto vi è un investimento di 8 milioni di euro. Gli olivi sono stati piantumati tra il 2004 e il 2005. Sono in tutto 106 mila piante, da cui si ricava una produzione di circa 350 mila litri di olio. Sono 40 mila, in tutto, le bottiglie destinate all’Italia.

Il prezzo consigliato al pubblico? E’ stato fissato a 5,49 euro la bottiglia da mezzo litro.

Il Primissimo è ricavato da olive Frantoio (50%), Leccino (35%) e Pendolino (15%).

Alla vista è di colore giallo oro, lievemente velato. Al naso ha note fruttate di intensità medio-leggera, vegetali, con chiari sentori di mandorla. In bocca si esprime con una buona fluidità, dolce al primo impatto, morbido, dal gusto vegetale di cicoria e note di frutta secca, mandorla e nocciola. Si percepisce una lieve sensazione amara e piccante, una nota speziata e una lieve astringenza. In chiusura sentori di mandorla e lieve punta piccante.

 

 

 

di Luigi Caricato

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il 10 Settembre 2011 TN n. 36 Anno 9

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Commenta la notizia [4] Commenti

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11:24 | 11 settembre 2011

Luigi Caricato

Caro Marino, la grande distribuzione non è il male assoluto, ha forti responsabilità, ma altrettante sono da attribuire al comparto dell'olio italiano che non ha saputo imporsi proteggendo il valore dell'olio extra vergine di oliva. Dietro al ribasso degli extra vergini la responsabilità non è a senso unico.

Sono preoccupato per gli andamenti dei prezzi sullo scaffale della Gdo, ma nutro sempre la speranza che tutto possa cambiare per il meglio. Occorre darsi da fare e finora non ho visto impegnarsi l'intero comparto, ma solo pochi volenterosi.

In tutto ciò c'è l'esempio positivo di Esselunga e riporto di seguito il link al mio blo Olio Officina, dove nei giorni scorsi ho postato una bella notizia, clicchi e legga anche i commenti che ne sono seguiti, davvero interessanti: http://www.olioofficina.it/2011/09/gutta-cavat-lapidem-un-anelito-e-una-sana-polemica/

Mi creda, non c'è più tempo di lòamentarsi, occorre agire.
Io lo sto facendo, organizzando a Milano, il 28 e 29 gennaio, Olio Officina Food Festival. Sono sempre più convinto che la cultura possa salvare l'economia.

Buon lavoro e non desista mai, coraggio

08:33 | 11 settembre 2011

PIERLUIGI MARINO

Caro Direttore
I risultati che si sono raggiunti negli ultimi anni, sono quelli che ascoltiamo e leggiamo tutti i giorni come titolo principale in tutti i telegiornali e giornali. La mia azienda è situata in una meravigliosa collina ricca di uliveti secolari, sarebbe più semplice comprare l'olio franco magazzino a € 2,20/Kg, invece di produrre olio dai nostri uliveti secolari, che costa il doppio solo produrlo e mille difficoltà per venderlo. Sinceramente diventare lo schiavo della grossa distribuzione, che ogni giorno cerca prezzi bassi, da noi si dice meglio fare un buon dormire che un male lavoro. Nel esercitare un lavoro, non bisogna solo pensare all’aspetto economico, ma ricordatevi che tutte queste malattie forse sono state causate dalla commercializzazione di prodotti illeciti.
Pierluigi Marino

09:41 | 10 settembre 2011

Luigi Caricato

Dobbiamo forse chiuderci a riccio e giocare in difesa del patrio suolo?
Vogliamo tornare forse all'Italia dei Comuni e delimitare ogni confine senza farlo valicare dal nenico?
Tutto è possibile, ma in fondo è proprio vero, l'Italia ha già scelto il proprio futuro.
E questo futuro, caro Marino, è fatto di una china discendente alla quale buona parte degli italiani non intendono più sottrarsi

07:52 | 10 settembre 2011

PIERLUIGI MARINO

Salve, leggere quest’articolo, quasi all'inizio della campagna olearia, non fa altro che esprimermi dicendo, come siamo bravi gli italiani a esaltare i prodotti di altre nazioni e i nostri li mandiamo alla deriva, complimenti a tutti colori che oggi vivono nel promuovere i prodotti non italiani, ma dimenticare che le aziende sono nate e cresciute grazie alla nostra preziosa italia.
Distinti Saluti
Pierluigi Marino

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