Anno 10 | n. 19 | 17 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it

Il nome del vino è “Dolcenoto”, e si aggiunge agli altri grandi vini di Felice Modica. Si tratta della Doc Moscato di Noto, da uve moscato bianco 100%, coltivate a Noto, nella tenuta Bufalefi (altitudine: 70 m. slm; resa di produzione: 50 q.li/Ha; sesto: 0,80 X 2,20; tecnica di vinificazione: in bianco; fermentazione: termoregolata; affinamento in bottiglia per 2-4 mesi; gradazione alcolica: 10 % vol.; bottiglia da 500 ml con tappo in sughero).
A degustarlo – a una temperatura di servizio tra i 6 e gli 8°C, come giustamente raccomanda lo stesso vignaiolo (e anche olivicoltore, per la verità) – si resta affascinati. Già, perché è un moscato che merita; e a dimostrazione di quanto scrivo, vi riferisco solo il successo che hanno avuto le bottiglie (non vi dico quante) di “Dolcenoto” rimaste vuote dopo una cena tra amici intenditori.
Felice Modica riporta nella scheda di prodotto anche le indicazione per abbinarlo al meglio. Il “Dolcenoto” – si legge – “apprezza la compagnia dei dolci al cucchiaio, dalle torte di frutta, alle paste secche, gradito è anche il suo impiego quale aperitivo in compagnia di piccoli stuzzichini salati”. Ebbene sì, confermo punto per punto le indicazioni riportate.
L’ASSAGGIO
Il colore del vino cattura sin da subito, al primo impatto. Già a vederlo in bottiglia. E’ di un giallo netto, brillante, che tende lievemente al verde.
I profumi sono freschi e intensi, floreali, con richiami all’acacia e all’arancio, ma si scorgono anche note di pesca gialla, di salvia e si percepisce altrettanto nettamente, nondimeno, l’uva moscato da cui è ricavato, come se si avvertisse il sentore di uva appena raccolta.
Al gusto, infine, si percepisce l’elegante persistenza delle note fruttate, con una sensazione dolce in perfetto equilibrio anche per via della piacevole nota acida.
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