Anno 10 | n. 19 | 17 Maggio 2012 | Direttore LUIGI CARICATO | redazione@teatronaturale.it
Dalla lettura dei quotidiani emerge un quadro drammatico e a tinte fosche. La decadenza è iniziata, ma nessuno si assume il compito di imporre un “alt!” deciso e perentorio, partendo da se stessi e dalle proprie frequentazioni. Eppure ciascuno di noi è direttamente responsabile di una simile deriva. Finché non si reagisce, non ci saranno che patimenti e disordini.
L’inquietudine è alle porte. Chi si trincera in se stesso e nel proprio mondo, sbarrando ogni legame con la società, per mettersi al riparo da rischi e pericoli non può comunque evitare l’insinuarsi rovinoso del Male. Non ha scampo. Il Male c’è. Le coscienze ne sono invase. Altrimenti non si può comprendere e motivare il dilagare di tanti drammi familiari in contesti inusuali a gesti estremi di distruttiva violenza. Credo che all’inquietudine interiore si risponda purtroppo con strumenti sbagliati. Manca l’approccio diretto, la capacità di leggere la realtà con occhi di lucida consapevolezza.
La TV ha accentuato e favorito i lati oscuri del declino morale. E’ sufficiente prendere visione dei programmi trasmessi per cogliere l’insipiente proposta di chi confeziona un mondo illusorio e provocatore di realtà immaginarie rese tuttavia veritiere e pertanto imitabili. Il recente scandalo denunciato da “Striscia la notizia” offre un ritratto desolante dell’umanità che ruota intorno al mezzo televisivo. In alcuni “format” gran parte delle vicende personali rappresentate sono deliberatamente false e montate ad arte, ma vengono presentate come storia di umanità vera. L’inganno, la mistificazione neppure vengono ritenuti un oltraggio alla verità, diventa il modulo espressivo ricorrente e quanto mai abusato. In questo modo si confeziona una umanità più “malata” ed “eticamente deviata” di quanto lo sia nella realtà di tutti i giorni.
Il Bene tenuto nascosto, da non esibire o da rendere per contro caricaturale, quindi risibile. Esiste quasi un moto di imbarazzo nel manifestare il Bene. Come se fosse motivo di vergogna. Molti tra i narratori contemporanei della nuova generazione preferiscono rappresentare il torbido. Nessuna contrarietà al riguardo, salvo il fatto che il torbido lo si rende protagonista assoluto, senza che vi sia alcuna forma di combattimento interiore. Quando invece il Bene è posto in luce all’attenzione generale, viene spesso rappresentato in forma di caricatura, talvolta; oppure in funzione di un puro atteggiamento di esibizione e sfoggio, per trarne solo vantaggi indiretti, come nel caso delle molte manifestazioni indebitamente definite “a carattere benefico”.
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